GEOREFERENZIAZIONE. CHI?!?!

29 Maggio 2017
Restituzione planimetrico rilievo topografico cava di marmo - Carrara

Se hai sentito parlare di georeferenziazione e non sai se ci sono rimedi naturali per curarla, continua a leggere!

🙂

L’enciclopedia Treccani dice che la georeferenziazione è la tecnica di attribuzione di coordinate geografiche a un oggetto grafico, usata nelle procedure di cartografia computerizzata e nella costruzione di basi cartografiche digitali.
Facendola ancora più facile e calandoci nella pratica, la georeferenziazione è dire ad un rilievo qual è il il suo posto sulla superficie terrestre.
Si tratta quindi di una procedura esclusivamente digitale che si fa su file raster (immagini) e vettoriali.

Restituzione planimetrica rilievo topografico cava

Parlare di georeferenziazione senza parlare di Sistemi di Riferimento è un po’ come andare in bicicletta senza pedali, ma siccome non voglio rischiare la confusione (mia che scrivo e tua che leggi) ti parlerò meglio dei sistemi di riferimento in un altro articolo.
Rispondo ad alcune domande dirette che mi sono state fatte su questo argomento (e ad altre che ho inventato io).

A che cosa serve la georeferenziazione?
Serve per sapere in maniera precisa dov’è un rilievo topografico sulla superficie terrestre.

E perchè mi dovrebbe interessare sapere dov’è un rilievo sulla superficie terrestre?
Perchè se lo vuoi inserire all’interno di una carta georeferenziata come, ad esempio, una C.T.R. Regionale, la procedura è immediata (in tanti CAD c’è il fantastico comando incolla sulle coordinate originali o una sua variante analoga).

Ma non me ne frega niente di inserire il rilievo in una C.T.R. Non lo farò mai. Quindi?
Mai dire mai! Comunque metti che tra un po’ di anni dovrai fare un rilievo di una zona vicino a dove hai già lavorato o progettato, se i dati topografici che hai a disposizione sono georeferenziati, non diventerai matto a cercare di metterli insieme tramite punti comuni.

Ok, ho capito, ma è proprio così importante avere un rilievo georeferenziato se tanto posso spostare gli oggetti in Autocad dove mi pare?
Anche se georeferenziare un oggetto è un processo che si porta dietro alcuni errori è sicuramente più preciso che non spostare manualmente vettori o immagini in Autocad, soprattutto se non sei sicuro sul dove spostarli

Ma se mi arriva un rilievo non georeferenziato che cosa devo fare?
Se il topografo non può aiutarti georeferenziandolo per te, ti tocca procedere autonomamente. Dovrai cercare una mappa che comprenda l’area del rilievo e da cui tu possa sapere le coordinate. I primi strumenti che mi vengono in mente sono le carte tecniche regionali. Non dovrai comprare niente, ti basterà andare sul geoportale della regione di riferimento (ad esempio qui c’è quello Ligure), trovare l’area del rilievo, ricercare punti comuni tra rilievo e carta, interrogare le coordinate e trasportare il file del rilievo sui punti noti. Purtroppo non è così semplice riuscire a trovare punti omologhi, specialmente se il rilievo è molto dettagliato (ad esempio 1:500) e la carta a larga scala (1:25.000). Alla brutta potresti usare anche Google Earth. Google sta aggiornando costantemente i propri database con definizione sempre crescente. Potresti trovare l’area del tuo rilievo, se è vicino ad un centro urbano, rappresentata con buon livello di dettaglio, e con gli strumenti a disposizione puoi interrogare la mappa alla ricerca delle coordinate. E’ tutto un po’ brutale ma va detto che spetta al topografo fornirti un rilievo georeferenziato.

Cartiglio con coordinate di planimetria georeferenziata

Quindi per georeferenziare uso latitudine e longitudine?
No, per una georeferenziazione corretta si devono usare coordinate piane. Te ne parlerò insieme ai sistemi di riferimento, qui ti dico solo che latitudine e longitudine sono coordinate geografiche (più o meno sono angoli misurati a partire dal centro della Terra) mentre le coordinate piane sono una X ed una Y (misurate in metri) che identificano punti sulla proiezione della superficie terrestre su un piano. Comunque: No latitudine/longitudine, Si X/Y (o Nord/Est).

Si possono georeferenziare solo disegni vettoriali?
No, anche un’immagine può essere georeferenziata. Puoi fare una scansione di un estratto di mappa cartaceo, di un’ortofoto aerea un po’ datata, oppure tirare fuori un’immagine da un file pdf e fare la georeferenziazione. Lavorare sulle immagini però non è immediato e bisogna affidarsi a software GIS che hanno al loro interno degli algoritmi per trasformare un file da semplice immagine ad immagine +  informazioni di posizione. Altro argomento per prossimi articoli.

Ortofoto georeferenziata

Ora sai qualcosa in più sulla georeferenziazione…
Sai che non è una malattia, che non morde, che non brucia e che non sporca!
Spero di averti dato delle informazioni utili, che ti possano aiutare nel tuo lavoro e che ti permettano di capire perchè chiedere al topografo che incaricherai di fare un rilievo, di restituirtelo georeferenziato: i pro sono decisamente di più dei contro.

Se vuoi rimanere aggiornato sui prossimi articoli che pubblicherò iscriviti alla newsletter del blog 3DMetrica.

A presto!

Paolo.

cartografiacoordinategeoreferenziaregeoreferenziazionelatitudinelongitudinemappasistemi di riferimento
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CARTOGRAFIA

Paolo Corradeghini

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7 Comments


Matteo
11 October 2019 at 11:56
Reply

Buongiorno Paolo,
in Merito ad un rilievo Gps nel file che scarico trovo le seguenti coordinate
PN100,N 5056253.5132,E 471209.5284,EL332.9217,–CH
PN101,N 5056313.5925,E 471412.2598,EL332.5768,–CH
(UTM WGS84 – Zone 32)
Inserendo le coordinate in autocad la distanza è di 211,45m.
Stesso risultato con software topografico optando per il calcolo con “sistema di coordinate cartografiche”.
Se elaboro il rilievo Gps con baseline sul punto 100 con sistema locale la distanza è di 211,54m.
La distanza reale sul posto (verificata con ST) è di 211,53m.
Dovendo dare il rilievo georeferenziato sulle coordinate WGS84 avrei un errore di 9cm. Qual’è il metodo corretto per georeferenziare il rilievo?



    Paolo Corradeghini
    11 October 2019 at 19:14
    Reply

    Ciao Matteo,
    non potendo “vedere” concretamente i dati non sono sicuro di poterti dare una risposta affidabile.

    Mi pare però che il problema possa risiedere nella misura della distanza.
    I dati che ottieni dalla misura della baseline e da quello della stazione totale sono paragonabili e sono, a tutti gli effetti, misure 3D.
    CAD e software topografico, che immagino si appoggi anch’esso ad un interfaccia CAD, potrebbero effettuare una misura 2D.
    I due punti hanno una differenza di elevazione di 45 cm e potrebbe essere compatibile con lo scarto di 9 cm che ottieni (più sono distanti e minore dovrebbe essere lo scarto).

    Ti direi quindi di verificare se il CAD effettua effettivamente una misura 2D e, se sì, di provare a verificare la distanza 3D tra i punti.

    Spero di essere riuscito ad aiutarti.

    Ciao Matteo!
    Paolo

Matteo
14 October 2019 at 13:00
Reply

Ciao,
in realtà le misure che ho indicato sono tutte in 2D. le coordinate wgs84 sono quelle leggibili dal file rw5 del gps. dovrei, forse, applicare un coefficiente per arrivare ad avere le wgs84 con distanza tra punti che corrispondano precisamente alla distanza reale?



    Paolo Corradeghini
    14 October 2019 at 17:34
    Reply

    Ciao Matteo,
    in che modo hai rilevato le coordinate GPS in campo?
    Hai usato un ricevitore rover collegato a basi fisse, oppure hai usato un sistema base-rover?
    Oppure, ancora, hai fatto post processing di dati grezzi?
    Il sistema di riferimento dell’acquisizione GPS in campo è importante per provare a capire le differenze che hai registrato in campo…

    A presto!
    Paolo

Matteo
15 October 2019 at 9:17
Reply

Ciao Paolo,
ho utilizzato un ricevitore rover collegato alle basi fisse SPIN GNSS Piemonte-Lombardia, in modalità RTK.



    Paolo Corradeghini
    15 October 2019 at 12:22
    Reply

    Ciao Matteo,
    le basi della rete SPIN restituiscono le coordinate nel sistema di riferimento ETRF2000 – RDN2008.
    Ed in formato geografico (latitudine e longitudine + quota ellissoidica).
    Quindi il passaggio tra sistemi di riferimento si porta dietro, inevitabilmente, degli errori.
    Lo stesso ellissoide di riferimento tra i due sistemi è diverso, in un caso WGS84 e nell’altro GRS80.
    Credo che le discrepanze possano proprio collegarsi a questi aspetti…

    Hai provato a fare verifiche sulle distanze senza cambiare sistema di riferimento?
    Ed hai usato i grigliagi IGM per la gestione del dato misurato (soprattutto la quota)?

    Ciao!
    Paolo

Marco Vitali
8 September 2020 at 16:02
Reply

Ciao Matteo,
Ho fatto un rilievo in modalitaà base-rover, come posso georeferenziare in maniera analitica il tutto. Considera che ho battuto degli spigoli di edifici presenti, ma non ho rilevato nessun punto di coordinate note.



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    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
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    Topografia, rilievi, droni, gps, cartografia, geomatica e mappe.
    Condivido aggiornamenti, informazioni, contenuti, notizie, novità e dietro le quinte del mio lavoro.

    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_i2x5Y1uFRXA In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
Se ti va di segnalarmi un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di Cloud Compare ne prendo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondo qui sotto.
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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

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11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


SPONSOR E OFFERTA
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DATI
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0:00 L'area di lavoro
1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


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0:00 Intro
1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
    In questo video ti condivido un po' di cose sulle curve di livello in QGIS.

Come si creano a partire da un raster (DTM);
Come si smussano (se sono troppo nervose);
Come mostrare le quote (attraverso le etichette);
Come differenziare la rappresentazione in base alle quote;
Come allineare in modo ordinato le etichette delle curve;
Come trattare un dato per avere "davvero" le curve di livello.

Spero possa esserti utile.


Qui c'è l'articolo del blog pigrecoinfinito di Totò Fiandaca da cui abbiamo preso spunto per una parte del video: https://pigrecoinfinito.com/2020/01/31/qgis-come-allineare-le-etichette-delle-isoipse/


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0:00 Intro
0:25 Visualizzazione del DEM
1:40 Creare le curve di livello
3:09 Smussare le curve
6:20 Mostrare le etichette
9:12 QGIS in Azione e GTER
11:41 Spunti dalla comunity
12:41 Rappresentare le curve
16:07 Sistemare le etichette
21:55 Curve di livello e terreno
23:50 Outro
    Vuoi crare facce triangolari 3D vettoriali, da una nuvola di punti, per portarle in un CAD?
Te lo condivido in questo video, usando il software CloudCompare.

Lavoro con punti del terreno, li sottocampiono e poi genero la mesh, che posso esportare in formato DXF, mantenendo le informazioni di georeferenziazione.

Ti faccio vedere due strade: la prima genera la mesh dalla nuvola (eventualmente pre-trattata) così com'è, mentre la seconda passa attraverso la rasterizzazione e crea facce triangolari tutte ugali.

L'esportazione è possibile solo in DXF che, pur essendo "il" formato di interscambio di dati vettoriali, è anche piuttosto vecchio e fatica a gestire dati pesanti con molti elementi.
Attenzione quindi a non esagerare con il numero di facce da esportare, anche in relazione al tuo pc.

Le facce 3D sono utili in software "CAD-based" per fare progettazione, computi di scavi e riporti, sezioni, modellazione idraulica, analisi di fenomeni gravitativi...

Assicurati di lavorare su una nuvola di punti i cui elementi siano solo i punti del terreno o comunque di quello che vuoi rappresentare con le facce 3D.

Spero ti sia utile.


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0:00 Intro
1:36 Taglio la nuvola
2:08 Sottocampionamento
2:51 Creo la mesh
5:18 Esporto la mesh
7:30 CloudCompare on Demand
8:18 Rasterizzazione
10:17 Modifico la nuova mesh
13:36 Esportare le facce 3D
15:02 Sezioni dinamiche
16:09 Quale metodo preferire
17:45 Outro
    C'è uno strumento, nel software open source CloudCompare, che ti permette di generare sezioni trasversali, di un alveo fluviale o di una galleria stradale, lungo un profilo.

Le sezioni sono ortogonali al centro dell'alveo o all'asse stradale e vengono estratte, automaticamente, secondo la larghezza ed il passo di cui hai bisogno.

Puoi generare anche una polilinea che passi per i punti della nuvola di ogni sezione che è stata generata.
E così avrai le sezioni, vettoriali, dell'alveo o della galleria (completa) da elaborare in CAD o in un altro software che usi abitualmente.


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0:00 Intro
0:44 Lo strumento da usare
2:09 La nuvola di punti
3:17 Genera il profilo
4:20 Traccia delle sezioni
6:57 Creare sezioni e profili
9:40 Salvare la traccia
10:25 Vediamo i risultati
13:14 Esportarte in DXF 
16:00 Attenzione ai dati
16:38 CloudCompare on Demand
17:33 Il caso di una galleria
21:25 L'output della galleria
22:38 Outro
    Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


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0:00 Intro
0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
8:13 Aggiungo la quota
10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    In questo video ti mostro come accedere alle ortofoto del territorio italiano.
Ce ne sono moltissime: coprono tutta l’Italia e diversi anni passati.

Il principale fornitore a livello nazionale è AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ogni anno effettua rilievi aerei sul territorio italiano, suddiviso in tre aree.
A questo si aggiungono le Regioni, che spesso producono ortofoto proprie con campagne di rilievo dedicate e con un dettaglio maggiore.

Tutte queste informazioni si possono visualizzare tramite i Geoportali Regionali e si possono caricare in un GIS attraverso i servizi WMS (Web Map Service).
Quasi mai, però, è possibile scaricare il dato nativo, originale e georeferenziato.

C’è comunque un modo per “ritagliarti” una porzione di ortofoto e salvarla come immagine georeferenziata nel tuo archivio digitale.
Si parte sempre dal WMS: importi l’ortofoto nel tuo GIS, imposti l’area che ti serve e poi esporti un’immagine georeferenziata dalla mappa che stai visualizzando.
Modificando la risoluzione di output, puoi ottenere un risultato molto vicino alla risoluzione originale.

Nel video ti faccio vedere tutto questo usando QGIS.

All’interno trovi anche:
Che cos’è un’ortofoto (proprietà, utilizzi, risoluzione, ecc.)
Come accedere alle ortofoto in Italia tramite i Geoportali Regionali
Come usare i servizi WMS per visualizzarle in GIS ed esportarne una parte sul tuo PC
Come importare un’ortofoto esportata dentro un CAD e georeferenziarla

Le ortofoto sono una risorsa potente e accessibile, utile per tanti professionisti (ma non solo).
In Italia la situazione dei dati geografici è ancora molto frammentata e spero che questo video possa aiutarti ad orientarti e trovare ciò che ti serve.

Ma soprattutto spero che possa stimolare una discussione e la condivisione di informazioni.
Se hai già esperienza, se hai scaricato ortofoto, se le usi nel tuo lavoro, se conosci risorse diverse da quelle che cito o se hai ulteriori suggerimenti, scrivilo nei commenti: contribuirai a creare ancora più valore, per tutti.

Grazie!

P.S.
Fai molta attenzione a quello che è possibile fare con i dati presenti online.
Le ortofoto disponibili sui geoportali sono liberamente visualizzabili e importabili nel tuo GIS.
Ma non è certo possibile usare il metodo che ti ho condiviso per crearti un database di immagini georeferenziate sul tuo PC e, magari, venderle.
Credo che sia ok farne un uso personale ma verfica sempre le possibilità operative in questo senso.


A questo link trovi un video che ti mostra come georeferenziare un'immagine in QGIS usando il Georeferenziatore: https://youtu.be/p1pVECtsDPE 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


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0:00 Intro
1:47 Che cos'è una ortofoto
2:52 Orotofot VS Foto aerea
3:49 Meglio dire Ortomosaico
4:16 Perchè un'ortofoto
5:25 Risoluzione e GSD
7:19 Google Maps e Ortofoto
8:32 Ortofoto in Italia
12:00 Visualizzare ortofoto italiane
13:19 Il caso Veneto per scaricare ortofoto
15:39 Importare ortofoto in GIS
17:03 I WMS regionali
17:49 Ortofoto in GIS tramite WMS
21:33 Scarica un pezzo di ortofoto
24:10 Migliorare la risoluzione in output
26:23 Dislaimer Uso di QGIS e proprietà dei dati
28:02 Georeferenziare un'immagine in QGIS
28:47 Importare ortofoto in CAD
33:29 Outro
    In questo video ti condivido alcuni modi con cui puoi portare i tuoi dati vettoriali dal tuo CAD al GIS.
Nello specifico, QGIS.

Un'opzione è salvare i dati in CAD in DXF, che è un formato di interscambio per i dati vettoriali leggibile da QGIS.

C'è poi il modo di importare un file DWG/DXF attraverso l'importatore "nativo" dentro QGIS.

Ed infine potresti usare il plugin "Another DXF Importer" che ti aiuta a mantenere l'organizzazione dei layer.

Per ciascuno di questi modi operativi ti parlo anche di pregi e difetti per aiutarti, spero, a capire quale sia il metodo migliore per te.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
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0:00 Intro
1:29 I dati in CAD
1:54 Usare il DXF
5:42 Importa DWG/DXF
11:16 Il plugin Another DXF Importer
14:54 QGIS in Azione e GTER
16:57 Georeferenziare dati vettoriali
19:53 Outro
    Lo strumento "Sezione" ("Cross Section") di CloudCompare può diventare il tuo migliore alleato quando devi pulire una nuvola di punti da elementi indesiderati (rumore) o da cose che non ti interessa mantenere (alberi, auto parcheggiate, ...).

Attraverso la possibilità di fare sezioni multiple, una attaccata all'altra, lungo una direzione, crei nuove nuvole di punti, affettate, dove, auspicabilmente, sei in grado di vedere meglio (e quindi rimuovere) quello che non ti interessa.

Te ne parlo in questo video ma ti avverto, il processo può essere lungo, in relazione alle caratteristiche della tua nuvola di punti ed a quello che vuoi rimuovere.
Potrebbe volerci tempo e pazienza.

Se ti imbarchi in questo "viaggio" ricordati di gestire i dati di CloudCompare in modo attento, salvando il progetto generale in formato .bin, evitando perdita di dati dopo ore di lavoro!


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
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0:00 Intro
0:42 La nuvola
1:59 Sezionare la nuvola
6:09 Pulire le sezioni
11:39 Il risultato
13:42 Outro
    È oggettivo che, oggi, nel mondo del rilievo si stia parlando moltissimo di rilievo 3D ma soprattutto di mobile mapping.

E i sistemi SLAM stanno prendendo una grande fetta del mercato della Geomatica.

Sono (relativamente) nuovi, sono piuttosto facili da usare, sono veloci nella creazione di nuvole di punti 3D, all'interno dell'ambito in cui li porti, e in alcuni casi sono anche economici.

Se fai attenzione ad alcune cose, una su tutte "avere in mente come lavora lo SLAM per ricostruire nuvole di punti", possono essere tremendamente efficaci.
Negli ambiti "giusti" per loro.
E per i risultati che devi ottenere in output.

In questo video ti condivido l'applicazione del mobile mapping tramite SLAM in un ambito urbano misto, dove ho bisogno di avere una nuvola di punti che abbia al suo interno diversi dettagli situati sul piano stradale.

Spero possa essere interessante.


Questo video è il primo di una serie di contributi che condivederemo insieme a @Emesent 
Se hai dubbi, domande, curiosità su questa tecnologia (sia perchè sei interessato ad implementarla tra i tuoi strumenti o perchè richiedi servizi di questo tipo e vuoi rimanere sul pezzo, avendo consapevolezza della tecnologia) scrivimi nei commenti.
Magari puoi indicarmi degli scenari in cui vorresti vederla all'opera.
Se è nelle mie possibilità lo faccio volentieri e ne creiamo un altro contributo.


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0:00 Intro
0:44 Il contesto
1:16 Hovermap ST
5:18 Perchè uno SLAM
6:26 Drone vs SLAM
7:01 TLS vs SLAM
8:05 Un caso specifico
8:46 Verificare l'attendibilità
9:39 Consigli per il rilievo
10:58 SLAM sulle spalle
11:15 Considerazioni finali
12:15 Outro
    In questo video ti mostro come creare un nuovo attributo che riporti, come valore, il nome del layer.
Detta così sembra facile.
Ed in effetti lo è, se hai uno o pochi layer.
Ma se di layer ne hai tanti, decine o centinaia, le cose potrebbero complicarsi un po' ed allora QGIS ti permette di farlo in modo efficace usando il "calcolatore di campi" ("field calculator") in modalità "batch".


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0:00 Intro
0:40 I dati
1:27 Il caso di un layer
2:37 Se hai più layer
7:24 Batch process
10:33 I risultati
10:51 Unire i layer
12:36 QGIS in Azione e Gter
15:30 Outro
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