FOTOGRAMMETRIA: NON SOLO NUVOLE DI PUNTI E MODELLI 3D

30 Luglio 2018
Immagine area della cava di marmo oggetto di rlievo e studio di approfondimento

In questo articolo puoi leggere alcuni risultati interessanti ed utili di un rilievo fotogrammetrico, oltre alla nuvola di punti ed al modello tridimensionale.

Torna a scrivere sulle pagine di questo blog, l’Ing. Paolo Rossi, del laboratorio di Geomatica della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Tuttavia oggi non scrive, come di consueto da un po’ di mesi, di fotogrammetria con Photoscan (puoi leggere l’ultimo articolo della sua rubrica periodica a questo link), ma racconta della presentazione di un suo lavoro all’ultimo Convegno Nazionale SIFET (Società Italiana Fotogrammetria e Topografia).

In occasione di questo importante incontro scientifico (Giugno 2018), occasione di scambio di esperienze tra il mondo accademico e professionale del rilievo, della geomatica e della topografia, Paolo ha condotto e presentato uno studio dal titolo Esperienza di rilievo e monitoraggio multi temporale di una cava di marmo, dai punti di vincolo alle accuratezze ottenibili.

Dello studio esiste anche un articolo scientifico che tuttavia, al momento, non è divulgabile.
Se sarò reso pubblico inserirò il link per il download in questo post.

Paolo ha lavorato sui dati di un rilievo aerofotogrammetrico che avevo condotto nel Novembre 2016 in una cava di marmo del bacino Marmifero di Carrara, la cava N. 162 del Calagio.
Ho fatto il rilievo ben prima che conoscessi Paolo e gli scopi erano la ricostruzione di un modello tridimensionale ed il rilievo planoaltimetrico di tutta l’area in concessione alla proprietà per la stima di fine anno dei volumi estratti rispetto all’anno precedente.

L’area rilevata ha una conformazione particolare.
È divisa in tre parti:

  • la porzione superiore, dove avviene l’estrazione dei blocchi di marmo bianco, che è sagomata a gradoni e piazzali con un parete verticale a limitarne il confine di monte;
  • la parte centrale, dove avviene lo scarico degli scarti di lavorazione dei blocchi nel piazzale, caratterizzata da un’alta e complessa parete rocciosa verticale;
  • la zona di valle, dove corre la strada carrabile e dove avviene lo stoccaggio temporaneo dei blocchi, estratti e riquadrati, pronti per il trasporto alla lavorazione di valle (o al porto per l’imbarco).

Ho fatto il rilievo con un DJI Phantom 4, scattando quasi 1.000 foto.
Ho materializzato a terra 25 punti di controllo, rilevandone la posizione con antenna satellitare GNSS.
Per motivi di accessibilità alle aree ho fatto i sorvoli in due momenti differenti: prima la parte bassa e media, negli ultimi giorni di Novembre 2016, e poi la parte alta, nei prima giorni di Dicembre 2016.

Prima di lasciarti alle analisi tecniche, molto interessanti, di Paolo Rossi ti riporto qui sotto il modello 3D della Cava:

CAVA 162 CALAGIO – CARRARA (MS)
by paolocorradeghini
on Sketchfab

E qui invece c’è la planimetria finale restituita, risultato del rilievo topografico fotogrammetrico.

Immagine che rappresenta le restituzione plano-altimetrica di area di cava derivante da rilievo aerofotogrammetrico

Ora che sai qualcosa in più, ti lascio finalmente al contribuito dell’Ing. Paolo Rossi che, come sempre, ringrazio di cuore per la sua disponibilità.

RILIEVO E MONITORAGGIO DI UNA CAVA DI MARMO

In questo intervento condivido un’esperienza di rilievo e monitoraggio di una cava di marmo nella provincia di Massa Carrara.
Ringrazio Paolo per i dati forniti, che mi hanno permesso di generare i prodotti e le osservazioni che seguiranno, e mi complimento con lui per la bravura nell’esecuzione del rilievo.
Nonostante le condizioni impervie siamo stati in grado di ottenere prodotti di ottima qualità.
(ndr: grazie Paolo!)

Gli scopi dell’articolo sono:

  • analizzare come cambia l’accuratezza metrica della nuvola di punti generata nel processo fotogrammetrico al variare del numero di punti di vincolo;

  • mostrare qualche risultato ottenibile da una ricostruzione tridimensionale;

  • calcolare le volumetrie movimentate utilizzando due rilievi successivi.

CAVE DI CARRARA E TECNICHE DI RILIEVO

Tutti conosciamo il distretto marmifero di Carrara.
Con i suoi 3,4 milioni di tonnellate di materiale estratto svolge un ruolo chiave in termini di occupazione e PIL per l’intera area dell’alta toscana.
Le cave di marmo sono arroccate sui pendii scoscesi delle Alpi Apuane.
Le pendenze elevate, l’inaccessibilità di alcune aree e i grandi carichi movimentati lo rendono un luogo pericoloso per gli addetti ai lavori ed a rischio crolli.
Il rilievo di queste aree è necessario per controlli di stabilità e per la produzione di mappe da inquadrare nella cartografia di riferimento, per la valutazione delle concessioni e per i computi metrici.

immagine che rappresenta l'inquadramentro del bacino marmifero di Carrara e della cava oggetto di rilievo

Condurre rilievi in queste zone è complesso: occorre valutare la tecnica e le strumentazioni da utilizzare in relazione alle caratteristiche dell’area ed ai prodotti richiesti dal committente.

Nella tabella che segue provo a schematizzare alcune riflessioni sulle principali tecniche topografiche impiegabili per il rilievo di una cava di marmo.

Stazione Totale GNSS Laser Scanner LiDAR/fotogrammetria da aereo
Costo strumentazione Medio Medio Medio-alto Alto
Densità punti Bassa
(approssimazione superfici)
Bassa
(approssimazione superfici)
Alta
(ottima descrizione delle superfici)
Alta
(buona descrizione delle superfici)
Accessibilità luoghi Se uso il laser e la riflessione senza prisma, non ho bisogno di accedere direttamente ai punti È un problema, in quanto devo posizionare la palina sul punto Non ho bisogno di accedere direttamente ai punti Non ho bisogno di accedere direttamente ai punti
Geometrie complesse Richiede punti di stazionamento aggiuntivi e il rilievo di molti più punti Causa l’incremento dei punti da rilevare Richiede punti di stazionamento aggiuntivi Pareti verticali sono difficilmente rilevabili
Tempo per il rilievo Alto Alto Medio Basso

Il rilievo fotogrammetrico da piattaforma UAV offre grandi potenzialità nel rilievo di aree complesse come le cave di marmo:

  • il punto di vista privilegiato permette il rilievo e la mappatura dell’intera area in modo veloce ed accurato,

  • la possibilità di acquisire fotogrammi obliqui ed anche frontali permette la ricostruzione delle pareti verticali,

  • la “bassa” quota di volo garantisce una sufficiente risoluzione al suolo.

Rimane il posizionamento e rilievo dei punti a terra da eseguire con tecniche tradizionali (GNSS o Stazione Totale), ma si tratta di pochi punti per ettaro.

NUMEROSITÀ DEI PUNTI DI VINCOLO E QUALITÀ DELLA RICOSTRUZIONE

I principalI dubbi che ci affliggono al termine di un rilievo da drone sono:

  • riuscirò ad allineare le immagini?
  • i puti di vincolo saranno sufficienti?

Già con l’orientamento delle immagini (step di allineamento) sappiamo se le immagini acquisite sono idonee alla ricostruzione.

Per i punti di vincolo invece non ci sono risposte così immediate.
Si può ottenere un modello 3D anche con nessuno (o pochi) punti a terra.
Ovviamente, ne risultano compromesse la georeferenziazione e l’accuratezza metrica.

Quindi, qual è il numero sufficiente di punti di vincolo per avere una ricostruzione metricamente accurata?

Per la cava di marmo in questione ho creato alcuni scenari variando il numero di punti di vincolo (GCPs) da 25 (il totale dei punti a terra disponibili) ad 11.
In particolare ho creato gli scenari:

  • 100% (25 GCPs);
  • 80% (20 GCPs);
  • 60% (15 GCPs);
  • 44% (11 GCPs).

Ho ridotto il numero dei vincoli seguendo alcune semplici regole:

  • mantenere una distribuzione omogenea su tutta l’area di indagine;

  • non dimenticare di vincolare zone marginali;

  • vincolare le zone a quote diverse;

  • posizionare il punto in modo che sia visibile da diverse direzioni ed inclinazioni.

Questa tabella riassume la qualità dei risultati ottenuti.

 

Scenario Punti di vincolo (GCPs)
Num errore [cm]
e(x) e(y) e(z) e(3D)
100% 25 1.3 2.0 2.9 3.8
80% 20 1.4 2.2 3.2 4.1
60% 15 1.5 2.2 3.3 4.3
44% 11 1.6 1.6 2.2 3.2

Scenario

Punti di controllo

Num

errore [cm]

e(x)

e(y)

e(z)

e(3D)

100%

0

–

–

–

–

80%

5

1.1

1.5

1.5

2.4

60%

10

1.2

1.9

2.6

3.4

44%

14

1.3

2.6

3.9

4.9

Come puoi vedere gli errori sui punti di vincolo rimangono pressoché costanti, le piccole oscillazioni (±5mm) sono probabilmente legate alla geometria di distruzione dei vincoli.

Invece sui punti di controllo, i Quality Control Point QCPs o Check Point (quelli non usati come vincolo nel processo fotogrammetrico), gli errori aumentano considerevolmente: dimezzando i vincoli (da 20 ad 11) gli errori raddoppiano (da 2.4 cm a 4.9cm)!

DISTORSIONI DEL MODELLO 3D IN RIFERIMENTO AI PUNTI DI VINCOLO.

Si possono fare analisi anche più areali, per valutare come si comporta il modello ricostruito al variare dei punti di vincolo.
Qui ti riporto il confronto tra scenario 100% (il riferimento) e scenario 44%, ottenuto calcolando la differenza tra nuvole di punti in CloudCompare.

Immagine che mostra l'analisi delle distorsioni di un modello 3D fotogrammetrico al variare dei punti di vincolo

Come vedi, le aree più marginali e meno vincolate sono soggette alle maggiori distorsioni rispetto al riferimento (vedi aree in rosso e blu)

Il numero di vincoli influenza l’accuratezza metrica di una ricostruzione con SfM.
Il come è legato alle caratteristiche del rilievo e dell’area.
È difficile trovare una regola generale, occorre garantire un’ottima distribuzione spaziale dei punti di vincolo all’interno dell’area di interesse e vincolare le porzioni a quote diverse.

I PRODOTTI OTTENIBILI DA UNA RICOSTRUZIONE 3D

Oltre agli output più “tradizionali”: nuvole di punti, modelli di superficie, ortofoto, è possibile creare altri prodotti utili per lo studio e l’analisi dell’area indagata.

Qui sotto vedi una mappa dell’assetto dei punti rispetto alla verticale.
In rosso vedi le zone piane ed orizzontali (le normali sono concordi alla verticale).
In verde invece vedi le superfici verticali.

Nell’immagine di destra è possibile effettuare un calcolo dei volumi dei blocchi stoccati nella zona di deposito/piazzale di valle.

Immagine che mostra l'analisi dell'assetto dei punti di un rilievo fotogrammetrico rispetto alla verticale e calcolo dei volumi

Qui sotto invece puoi vedere l’estrazione semiautomatica di linee di discontinuità per la generazione di file dxf, che costituiscono una vettorializzazione della cava.

Imamgine che mostra l'estrazione semi-automatica di linee di doscontinuità per vettorializzazione di modello 3D fotogrammetrico

CALCOLO DEI VOLUMI MOVIMENTATI

Se effettuiamo ricostruzioni ad epoche successive possiamo identificare e misurare i cambiamenti avvenuti nel periodo considerato.
Si possono confrontare i modelli ottenuti e calcolare i volumi in gioco.
Quando si confrontano epoche differenti la georeferenziazione e l’accuratezza metrica delle ricostruzioni tridimensionali influenzano la qualità dei risultati ottenuti.

In questo caso, nella zona di valle sono stati spostati alcuni cumuli di pietrisco, il materiale è stato spostato ai lati del piazzale (epoca 0 in blu, epoca 1 in rosso).

Immagine che mostra l'analisi volumetrica sulla movimentazione di volumi in epoche diverse

In questo esempio si fa riferimento ad un volume movimentato di circa 370 m³.
Ne risulta anche una quota di -12 m³ che è un volume residuo corrispondente all’errore della metodologia adottata, intesa come ricostruzione tridimensonale + algoritmo di calcolo volumetrie.

L’errore nel calcolo dei volumi è difficile da prevedere o quantificare a priori in quanto dipende da accuratezza metrica e risoluzione dei due modelli, dalle caratteristiche dell’area indagata e del rilievo effettuato.
Occorre effettuare prove sperimentali per determinare tale errore, magari in aree non soggette a cambiamento oppure utilizzando volumi di controllo di dimensione nota.

Spero che questo contributo di Paolo Rossi sia stato utile per mostrarti quali sono dei possibili risultati interessanti ricavabili da un rilievo fotogrammetrico:

  • analisi di verticalità;
  • individuazione delle discontinuità e vettorializzazione del rilievo;
  • calcoli dei volumi.

Ed io aggiungo, anche se non se ne è parlato in questo articolo, analisi geomeccaniche e classificazioni delle famiglie di disconuità delle fratture rocciose e analisi di pendenza, esposizione e curvature orgografiche dei versanti.
Magari ne scrivo in qualche prossimo articolo.

 

Ti ricordo che puoi contattarmi quando e come vuoi su telegram cercando: paolocorradeghini.
E, sempre su Telegram, puoi iscriverti al Canale di 3DMetrica a  questo link.

 

Il podcast è online anche su Spotify e puoi ascoltare tutte le puntate, oltre che dalla pagina di questo blog, anche da lì.
Lo trovi su Spreaker, iTunes e Spotify.

 

Se preferisci la cara e vecchia email mi trovi a paolo.corradeghini @ 3dmetrica.it.
Qui su facebook, e qui su LinkedIn.

 

Insomma, sono un po’ dappertutto!
🙂

 

A presto!

Paolo Corradeghini

 

 

 

fotografia dell'Ing. Paolo RossiPaolo Rossi, ingegnere e PhD in Ingegneria Industriale e del Territorio presso l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, attualmente lavora presso il Laboratorio di Geomatica del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari”, dove si occupa di ricostruzione 3D da immagini.

Laboratorio di Geomatica
Dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
Via Pietro Vivarelli 10, Modena
Tel: 059 2056297
Cell: 3457054511
Email: paolo.rossi at unimore.it
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Paolo Corradeghini

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    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
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    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_6RE03aABsRE In questo video ti condivido tre strumenti che potrebbero aiutarti a pulire, in modo automatico, una nuvola di punti in CloudCompare.

Sono:
- Remove Duplicate Points
- Noise Filter
- SOR Filter

Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
- SLAM
- LiDAR da UAV
- Fotogrammetria da UAV

Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
Se ti va di segnalarmi un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di Cloud Compare ne prendo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondo qui sotto.
Se vuoi supportare il progetto puoi condividere il video con chi pensi possa essere interessato a questo argomento.


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0:00 Intro
0:50 Elaboro la nuvola SLAM
6:53 Tratto la nuvola Lida
9:58 Ecco la nuvola fotogrammetrica
16:50 Outro
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Sono:
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Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
- SLAM
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- Fotogrammetria da UAV

Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


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0:50 Elaboro la nuvola SLAM
6:53 Tratto la nuvola Lida
9:58 Ecco la nuvola fotogrammetrica
16:50 Outro
    Come fa QGIS à gestire i Sistemi di Riferimento all'interno di un progetto, distinguendo e dividendosi tra Progetto e Layer (dati)?

In questo video ti parlo di riproiezione, ossia quel processo che permette di gestire contenuti (layer) con sistemi di riferimento diverso all'interno dello stesso contenitore (il progetto).

Ti dico come gestire dati vettoriali e raster nelle operazioni di "Assegnazione di una nuova proiezione" o di "Riproiezione".

Ed infine ti condivido anche una considerazione sull'attenzione necessaria quando si gestiscono (e si trasformano) i sistemi di riferimento.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con @GterGeomatica 
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0:00 Intro
0:48 Il Progetto
1:47 I Layer
5:01 Riferimento VS Layer - Riproiezione
8:06 Gestire un vettore
10:30 Assegnare proiezione
11:36 Riproiezione
14:17 Attenzione agli errori
16:24 QGIS in Azione e GTER
18:40 Lavorare con un Raster
24:01 Un caso applicativo
27:59 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


SPONSOR E OFFERTA
Questo video è sponsorizzato da Personal Drones - https://www.personaldrones.it/
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DATI
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0:00 L'area di lavoro
1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


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0:00 Intro
1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
    In questo video ti condivido un po' di cose sulle curve di livello in QGIS.

Come si creano a partire da un raster (DTM);
Come si smussano (se sono troppo nervose);
Come mostrare le quote (attraverso le etichette);
Come differenziare la rappresentazione in base alle quote;
Come allineare in modo ordinato le etichette delle curve;
Come trattare un dato per avere "davvero" le curve di livello.

Spero possa esserti utile.


Qui c'è l'articolo del blog pigrecoinfinito di Totò Fiandaca da cui abbiamo preso spunto per una parte del video: https://pigrecoinfinito.com/2020/01/31/qgis-come-allineare-le-etichette-delle-isoipse/


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0:00 Intro
0:25 Visualizzazione del DEM
1:40 Creare le curve di livello
3:09 Smussare le curve
6:20 Mostrare le etichette
9:12 QGIS in Azione e GTER
11:41 Spunti dalla comunity
12:41 Rappresentare le curve
16:07 Sistemare le etichette
21:55 Curve di livello e terreno
23:50 Outro
    Vuoi crare facce triangolari 3D vettoriali, da una nuvola di punti, per portarle in un CAD?
Te lo condivido in questo video, usando il software CloudCompare.

Lavoro con punti del terreno, li sottocampiono e poi genero la mesh, che posso esportare in formato DXF, mantenendo le informazioni di georeferenziazione.

Ti faccio vedere due strade: la prima genera la mesh dalla nuvola (eventualmente pre-trattata) così com'è, mentre la seconda passa attraverso la rasterizzazione e crea facce triangolari tutte ugali.

L'esportazione è possibile solo in DXF che, pur essendo "il" formato di interscambio di dati vettoriali, è anche piuttosto vecchio e fatica a gestire dati pesanti con molti elementi.
Attenzione quindi a non esagerare con il numero di facce da esportare, anche in relazione al tuo pc.

Le facce 3D sono utili in software "CAD-based" per fare progettazione, computi di scavi e riporti, sezioni, modellazione idraulica, analisi di fenomeni gravitativi...

Assicurati di lavorare su una nuvola di punti i cui elementi siano solo i punti del terreno o comunque di quello che vuoi rappresentare con le facce 3D.

Spero ti sia utile.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
Se ti va di segnalarmi un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di Cloud Compare ne prendo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondo qui sotto.
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È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.


0:00 Intro
1:36 Taglio la nuvola
2:08 Sottocampionamento
2:51 Creo la mesh
5:18 Esporto la mesh
7:30 CloudCompare on Demand
8:18 Rasterizzazione
10:17 Modifico la nuova mesh
13:36 Esportare le facce 3D
15:02 Sezioni dinamiche
16:09 Quale metodo preferire
17:45 Outro
    C'è uno strumento, nel software open source CloudCompare, che ti permette di generare sezioni trasversali, di un alveo fluviale o di una galleria stradale, lungo un profilo.

Le sezioni sono ortogonali al centro dell'alveo o all'asse stradale e vengono estratte, automaticamente, secondo la larghezza ed il passo di cui hai bisogno.

Puoi generare anche una polilinea che passi per i punti della nuvola di ogni sezione che è stata generata.
E così avrai le sezioni, vettoriali, dell'alveo o della galleria (completa) da elaborare in CAD o in un altro software che usi abitualmente.


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0:00 Intro
0:44 Lo strumento da usare
2:09 La nuvola di punti
3:17 Genera il profilo
4:20 Traccia delle sezioni
6:57 Creare sezioni e profili
9:40 Salvare la traccia
10:25 Vediamo i risultati
13:14 Esportarte in DXF 
16:00 Attenzione ai dati
16:38 CloudCompare on Demand
17:33 Il caso di una galleria
21:25 L'output della galleria
22:38 Outro
    Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
8:13 Aggiungo la quota
10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    In questo video ti mostro come accedere alle ortofoto del territorio italiano.
Ce ne sono moltissime: coprono tutta l’Italia e diversi anni passati.

Il principale fornitore a livello nazionale è AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ogni anno effettua rilievi aerei sul territorio italiano, suddiviso in tre aree.
A questo si aggiungono le Regioni, che spesso producono ortofoto proprie con campagne di rilievo dedicate e con un dettaglio maggiore.

Tutte queste informazioni si possono visualizzare tramite i Geoportali Regionali e si possono caricare in un GIS attraverso i servizi WMS (Web Map Service).
Quasi mai, però, è possibile scaricare il dato nativo, originale e georeferenziato.

C’è comunque un modo per “ritagliarti” una porzione di ortofoto e salvarla come immagine georeferenziata nel tuo archivio digitale.
Si parte sempre dal WMS: importi l’ortofoto nel tuo GIS, imposti l’area che ti serve e poi esporti un’immagine georeferenziata dalla mappa che stai visualizzando.
Modificando la risoluzione di output, puoi ottenere un risultato molto vicino alla risoluzione originale.

Nel video ti faccio vedere tutto questo usando QGIS.

All’interno trovi anche:
Che cos’è un’ortofoto (proprietà, utilizzi, risoluzione, ecc.)
Come accedere alle ortofoto in Italia tramite i Geoportali Regionali
Come usare i servizi WMS per visualizzarle in GIS ed esportarne una parte sul tuo PC
Come importare un’ortofoto esportata dentro un CAD e georeferenziarla

Le ortofoto sono una risorsa potente e accessibile, utile per tanti professionisti (ma non solo).
In Italia la situazione dei dati geografici è ancora molto frammentata e spero che questo video possa aiutarti ad orientarti e trovare ciò che ti serve.

Ma soprattutto spero che possa stimolare una discussione e la condivisione di informazioni.
Se hai già esperienza, se hai scaricato ortofoto, se le usi nel tuo lavoro, se conosci risorse diverse da quelle che cito o se hai ulteriori suggerimenti, scrivilo nei commenti: contribuirai a creare ancora più valore, per tutti.

Grazie!

P.S.
Fai molta attenzione a quello che è possibile fare con i dati presenti online.
Le ortofoto disponibili sui geoportali sono liberamente visualizzabili e importabili nel tuo GIS.
Ma non è certo possibile usare il metodo che ti ho condiviso per crearti un database di immagini georeferenziate sul tuo PC e, magari, venderle.
Credo che sia ok farne un uso personale ma verfica sempre le possibilità operative in questo senso.


A questo link trovi un video che ti mostra come georeferenziare un'immagine in QGIS usando il Georeferenziatore: https://youtu.be/p1pVECtsDPE 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


Questi sono i miei contatti preferiti:
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0:00 Intro
1:47 Che cos'è una ortofoto
2:52 Orotofot VS Foto aerea
3:49 Meglio dire Ortomosaico
4:16 Perchè un'ortofoto
5:25 Risoluzione e GSD
7:19 Google Maps e Ortofoto
8:32 Ortofoto in Italia
12:00 Visualizzare ortofoto italiane
13:19 Il caso Veneto per scaricare ortofoto
15:39 Importare ortofoto in GIS
17:03 I WMS regionali
17:49 Ortofoto in GIS tramite WMS
21:33 Scarica un pezzo di ortofoto
24:10 Migliorare la risoluzione in output
26:23 Dislaimer Uso di QGIS e proprietà dei dati
28:02 Georeferenziare un'immagine in QGIS
28:47 Importare ortofoto in CAD
33:29 Outro
    In questo video ti condivido alcuni modi con cui puoi portare i tuoi dati vettoriali dal tuo CAD al GIS.
Nello specifico, QGIS.

Un'opzione è salvare i dati in CAD in DXF, che è un formato di interscambio per i dati vettoriali leggibile da QGIS.

C'è poi il modo di importare un file DWG/DXF attraverso l'importatore "nativo" dentro QGIS.

Ed infine potresti usare il plugin "Another DXF Importer" che ti aiuta a mantenere l'organizzazione dei layer.

Per ciascuno di questi modi operativi ti parlo anche di pregi e difetti per aiutarti, spero, a capire quale sia il metodo migliore per te.


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0:00 Intro
1:29 I dati in CAD
1:54 Usare il DXF
5:42 Importa DWG/DXF
11:16 Il plugin Another DXF Importer
14:54 QGIS in Azione e GTER
16:57 Georeferenziare dati vettoriali
19:53 Outro
    Lo strumento "Sezione" ("Cross Section") di CloudCompare può diventare il tuo migliore alleato quando devi pulire una nuvola di punti da elementi indesiderati (rumore) o da cose che non ti interessa mantenere (alberi, auto parcheggiate, ...).

Attraverso la possibilità di fare sezioni multiple, una attaccata all'altra, lungo una direzione, crei nuove nuvole di punti, affettate, dove, auspicabilmente, sei in grado di vedere meglio (e quindi rimuovere) quello che non ti interessa.

Te ne parlo in questo video ma ti avverto, il processo può essere lungo, in relazione alle caratteristiche della tua nuvola di punti ed a quello che vuoi rimuovere.
Potrebbe volerci tempo e pazienza.

Se ti imbarchi in questo "viaggio" ricordati di gestire i dati di CloudCompare in modo attento, salvando il progetto generale in formato .bin, evitando perdita di dati dopo ore di lavoro!


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0:00 Intro
0:42 La nuvola
1:59 Sezionare la nuvola
6:09 Pulire le sezioni
11:39 Il risultato
13:42 Outro
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