QUANTO è PRECISO UN RILIEVO CON IL DRONE

7 Luglio 2017
fotografia di drone in sorvolo a corniglia - 5 Terre

Se ti hanno detto che la precisione di un rilievo con il drone sarà millimetrica forse ti hanno detto una mezza verità. In questo articolo provo a darti degli strumenti per valutare l’affidabilità di un rilievo aerofotogrammetrico nei termini della sua accuratezza.

Diciamo subito che al posto di precisione si dovrebbe usare il termine accuratezza di un rilievo.
Lo so che è un po’ una “pippa mentale”, ma da ingegnere nato sotto il segno della Vergine tengo a dire accuratezza tanto quanto tengo a dire fondazioni invece che fondamenta!
La precisione deriva dalla teoria degli errori, che in topografia occupa una gran parte delle ore del corso universitario. Una misura è tanto più precisa quanto più è ripetibile con il minimo errore tra una misura e l’altra.
L’accuratezza invece si riferisce alla qualità di una misura eliminando, ad esempio, la presenza di errori sistematici.
A te interessa l’accuratezza.

Fatta questa precisazione, che forse non aggiunge valore per i tuoi scopi, parliamo precisione di un rilievo con il drone. Ah no, dell’accuratezza!

Fotografia nadirale di scogliera da drone

 

IL G.S.D.

Parametro importantissimo di un rilievo aerofotogrammetrico è la Risoluzione Spaziale che è definita dal G.S.D. (Ground Sampling Distance).
Il GSD è la distanza, misurata a terra, tra due pixel vicini dell’immagine.
In pratica, il GSD è la dimensione del pixel sul campo.
Se ingrandisci tantissimo un’immagine digitale ad un certo punto inizierai a vederla quadrettata. Vedrai tanti quadretti colorati. Quelli sono i pixel. Il GSD ti dice quanto misura sul campo il lato del pixel. Minore il GSD e maggiore è il dettaglio della fotografia.
Il GSD dipende dalla risoluzione della macchina fotografica a bordo del drone, dalla lunghezza focale della sua ottica e dall’altezza di volo.
Ad esempio, per avere dei pixel che corrispondano ad 1 cm sul campo con un drone “ready to fly” come il DJI Mavic Pro, devi scattare foto a 25 m dal suolo. Usando un’altra macchina fotografica (montata su altro drone) potresti avere la solita definizione volando a 50, 70 o anche 100 m dal suolo.

Ingrandimento di Target per Ground Control Point pixelato

 

Tuttavia, se le missioni di volo per un rilievo aerofotogrammetrico sono pianificate per un GSD di 1 cm non significa che l’accuratezza del rilievo restituito sia di 1 cm!

ACCURATEZZA RELATIVA ED ASSOLUTA

I droni sono equipaggiati con un GPS di bordo che facilita il lavoro dei software che incollano le immagini nella ricostruzione del modello 3D del territorio rilevato. Ma questi GPS non hanno una precisione sufficiente per piazzare il modello dove deve effettivamente stare e con un’accuratezza, ad esempio, centimetrica.

Sì, lo so, ci sono i droni che montano a bordo un sistema GPS RTK ad alta precisione per cui quello che ho appena scritto va un po’ in fumo, ma siccome sono ancora molto meno diffusi di un DJI Phantom o DJI Inspire li lascio da parte.

Potresti misurare la distanza tra due punti su un modello tridimensionale ricostruito e verificare che sia piuttosto vicina a quella misurata sul campo. Ma potresti poi accorgerti che i due punti sono ad 1 metro da dove dovrebbero effettivamente stare sulla superficie terrestre!

L’accuratezza di un rilievo aerofotogrammetrico può essere relativa o assoluta.
L’accuratezza relativa è la misura di come i punti sono posizionati relativamente uno con l’altro in un modello ricostruito (in un’ortofoto o in un D.S.M.).
L’accuratezza assoluta invece si riferisce alle differenze tra tra la posizione dei punti nel modello ricostruito e la loro effettiva posizione sulla terra.

In molti casi potrebbe non fregarti che i punti rilevati stiano proprio dove dovrebbero stare.
Misuri comunque volumi, distanze, dislivelli…
Però per fare le cose fatte bene, per monitoraggi, per rilievi di grandi estensioni, per l’uso dei dati in ambito GIS e dentro sistemi di riferimento, serve l’accuratezza assoluta.

I G.C.P. – Ground Control Points

Per andare nella direzione dell’accuratezza assoluta è necessario affidarsi ai Ground Control Points (G.C.P.).
Ne avevo scritto qualcosa in questo articolo su come si svolge un rilievo aerofotogrammetrico con il drone.
I GCP sono dei punti ben visibili a terra le cui coordinate sono note con elevata accuratezza perchè misurate con strumenti professionali come un ricevitore GSP RTK o una Stazione Totale.

L’accuratezza assoluta dell’intero rilievo aerofotogrammetrico non può essere maggiore di quella dei Ground Control Points!
Ed è importante che i GCP siano misurati con un’accuratezza superiore alla dimensione del pixel a terra, al GSD.

Fotografia nadirale di cava con Ground Control Points

Inoltre devi sapere che l’accuratezza assoluta dipende dall’accuratezza relativa del modello.
Possono dirti che rileveranno un sacco di punti di controllo a terra con una precisione millimetrica ma se il modello tridimensionale non è fatto bene il castello traballa…
La bontà di un modello 3D dipende da tanti fattori legati al volo del drone (condizioni meteorologiche, illuminazione, copertura GPS, velocità di crociera, stabilità) di cui però ora non ti parlo nel dettaglio per non mettere troppa carne al fuoco.
Capirai però che se il 50% delle foto scattate in volo sono risultate mosse non si può sperare di ottenere un bel modello tridimensionale.
E quindi niente accuratezza…

Dettaglio di fotografia nadirale di cava con GCP

CHE ACCURATEZZA PUOI ASPETTARTI DA UN RILIEVO CON IL DRONE

Stando ai dati di letteratura e un po’ alla mia esperienza sul campo puoi aspettarti un errore che va da una a tre volte la dimensione del pixel per l’accuratezza relativa su un modello tridimensionale ricostruito correttamete.
Con un GSD di 2 cm puoi avere accuratezza relativa di 2-6 cm.

Per l’accuratezza assoluta i valori vanno da una a due volte il GSD per le misure sul piano orizzontale e da una a tre volte il GSD per misure verticali.

Questi valori di accuratezza non sono però globali e costanti su tutto il territorio rilevato ma dipendono delle caratteristiche del terreno.
Potrebbero essere maggiori, ad esempio, in terreni irregolari con sensibili dislivelli…

Una buona pratica operativa è quella di verificare l’accuratezza di un rilievo rilevando le coordinate di più punti a terra, oltre ai GCP di cui abbiamo parlato prima usati per la modellazione tridimensionale. Con i punti in surplus si possono fare valutazioni e stime sugli errori di misura.

IN CONCLUSIONE

Se vuoi  verificare se la precisione di un rilievo con il drone che hai commissionato è verosimile puoi fare così

Chiedi al topografo di dirti qual è il GSD della campagna di rilievi.
Se ti dice che lo dovrà calcolare a lavoro finito, non gli credere!
Il GSD è definito in sede di pianificazione delle missioni di volo e dipende dalla quota di volo, quindi, se conosce la macchina fotografica lo deve poter calcolare.
Una volta che sai il GSD puoi considerare un’accuratezza media molto cautelativa di 3-4 GSD.

Assicurati che il topografo rilevi a terra un numero sufficienti di punti di controllo (GCP) uniformemente distribuiti sul territorio da rilevare ed in numero tale da permettere di ricostruire un modello tridimensionale  robusto (da 10 a 15 GCP) e permettere i controlli sull’accuratezza generale (circa 8-10 punti).

Assicurati che le misure sul campo siano fatte con strumenti topografici professionali e non con un metro da falegname, una cordella metrica o un distanziometro laser da pochi Euro.

 

Spero di averti dato delle informazioni utili per valutare la precisione di un rilievo con il drone.
Ops! L’accuratezza!
Ora dovresti essere in grado di smaschera i venditori di rilievi topografici aerofotogrammetrici con precisione sub-millimetrica!!!

 

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A presto!

Paolo

 

Ho parlato di precisione e di accuratezza in una puntata del podcast che puoi ascoltare qui sotto:
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RILIEVI

Paolo Corradeghini

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6 Comments


Alessandro Moschetti
22 September 2019 at 11:04
Reply

Buongiorno Paolo, volevo chiederti se tra le tue esperienze di volo con APR hai avuto modo di comparare i droni Phantom 4 pro e mavic 2 pro. Te lo chiedo perché da quando utilizzo il mavic 2 pro per alcuni rilievi fotogrammetrici non riesco ad ottenere i risultati che invece mi garantiva il ph4pro. Hai qualche info in merito? grazie alessandro



    Paolo Corradeghini
    22 September 2019 at 15:51
    Reply

    Ciao Alessandro,
    purtroppo non so aiutarti in merito perchè non ho mai avuto occasione di usare il Mavic Pro.

    Il mio consiglio è quello di fare un test comparativo rigoroso tra i due droni nello stesso scenario operativo.
    Predisponi l’area del rilievo in cui farai due acquisizioni analoghi con uno e con l’altro drone.
    E poi elabori i dati.
    Attenzione a scattare le foto in modo da avere lo stesso GSD.
    In questo modo puoi avere un raffronto interessante tra i due sensori diversi.

    Buon lavoro!

    Paolo

Matteo
14 October 2019 at 10:48
Reply

Dove è possibile acquistare i pannelli GCP?



    Paolo Corradeghini
    14 October 2019 at 17:24
    Reply

    Ciao Matteo,
    sperando che ti possa essere utile ti segnalo un articolo dove parlo proprio dei target per la fotogrammetria, metto a disposizione i file e segnalo un link per la stampa online.

    A presto!
    Paolo

nICO
17 December 2019 at 12:10
Reply

Ciao Paolo, per verificare l’accuratezza del rilievo non sarebbe sufficiente leggere le scarto tra le coordinate del GCP post-restituzione e le coordinate rilevate con la strumentazione topografica, ed evitare così l’utilizzo dei QCP?



    Paolo Corradeghini
    20 December 2019 at 16:55
    Reply

    Ciao Nico,
    se inserisci le coordinate dei GCP, quei punti del modello avranno, necessariamente, le coordinate che hai rilevato.
    L’elaborazione non le cambierà, anzi.
    Le userà per scalare ed orientare il modello.
    Le coordinate dei GCP post restituzione sono le stesse del Pre.

    I QCP invece non intervengono nell’orientamento ed offrono un confronto valido (più sono e meglio è) per la stima dell’accuratezza.

    Ciao!

    Paolo

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    Paolo Corradeghini immagine profilo
    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
  • Paolo Corradeghini

    Topografia, rilievi, droni, gps, cartografia, geomatica e mappe.
    Condivido aggiornamenti, informazioni, contenuti, notizie, novità e dietro le quinte del mio lavoro.

    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_i2x5Y1uFRXA In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


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11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
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15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


SPONSOR E OFFERTA
Questo video è sponsorizzato da Personal Drones - https://www.personaldrones.it/
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DATI
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0:00 L'area di lavoro
1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


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1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
    In questo video ti condivido un po' di cose sulle curve di livello in QGIS.

Come si creano a partire da un raster (DTM);
Come si smussano (se sono troppo nervose);
Come mostrare le quote (attraverso le etichette);
Come differenziare la rappresentazione in base alle quote;
Come allineare in modo ordinato le etichette delle curve;
Come trattare un dato per avere "davvero" le curve di livello.

Spero possa esserti utile.


Qui c'è l'articolo del blog pigrecoinfinito di Totò Fiandaca da cui abbiamo preso spunto per una parte del video: https://pigrecoinfinito.com/2020/01/31/qgis-come-allineare-le-etichette-delle-isoipse/


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0:00 Intro
0:25 Visualizzazione del DEM
1:40 Creare le curve di livello
3:09 Smussare le curve
6:20 Mostrare le etichette
9:12 QGIS in Azione e GTER
11:41 Spunti dalla comunity
12:41 Rappresentare le curve
16:07 Sistemare le etichette
21:55 Curve di livello e terreno
23:50 Outro
    Vuoi crare facce triangolari 3D vettoriali, da una nuvola di punti, per portarle in un CAD?
Te lo condivido in questo video, usando il software CloudCompare.

Lavoro con punti del terreno, li sottocampiono e poi genero la mesh, che posso esportare in formato DXF, mantenendo le informazioni di georeferenziazione.

Ti faccio vedere due strade: la prima genera la mesh dalla nuvola (eventualmente pre-trattata) così com'è, mentre la seconda passa attraverso la rasterizzazione e crea facce triangolari tutte ugali.

L'esportazione è possibile solo in DXF che, pur essendo "il" formato di interscambio di dati vettoriali, è anche piuttosto vecchio e fatica a gestire dati pesanti con molti elementi.
Attenzione quindi a non esagerare con il numero di facce da esportare, anche in relazione al tuo pc.

Le facce 3D sono utili in software "CAD-based" per fare progettazione, computi di scavi e riporti, sezioni, modellazione idraulica, analisi di fenomeni gravitativi...

Assicurati di lavorare su una nuvola di punti i cui elementi siano solo i punti del terreno o comunque di quello che vuoi rappresentare con le facce 3D.

Spero ti sia utile.


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0:00 Intro
1:36 Taglio la nuvola
2:08 Sottocampionamento
2:51 Creo la mesh
5:18 Esporto la mesh
7:30 CloudCompare on Demand
8:18 Rasterizzazione
10:17 Modifico la nuova mesh
13:36 Esportare le facce 3D
15:02 Sezioni dinamiche
16:09 Quale metodo preferire
17:45 Outro
    C'è uno strumento, nel software open source CloudCompare, che ti permette di generare sezioni trasversali, di un alveo fluviale o di una galleria stradale, lungo un profilo.

Le sezioni sono ortogonali al centro dell'alveo o all'asse stradale e vengono estratte, automaticamente, secondo la larghezza ed il passo di cui hai bisogno.

Puoi generare anche una polilinea che passi per i punti della nuvola di ogni sezione che è stata generata.
E così avrai le sezioni, vettoriali, dell'alveo o della galleria (completa) da elaborare in CAD o in un altro software che usi abitualmente.


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0:00 Intro
0:44 Lo strumento da usare
2:09 La nuvola di punti
3:17 Genera il profilo
4:20 Traccia delle sezioni
6:57 Creare sezioni e profili
9:40 Salvare la traccia
10:25 Vediamo i risultati
13:14 Esportarte in DXF 
16:00 Attenzione ai dati
16:38 CloudCompare on Demand
17:33 Il caso di una galleria
21:25 L'output della galleria
22:38 Outro
    Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


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0:00 Intro
0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
8:13 Aggiungo la quota
10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    In questo video ti mostro come accedere alle ortofoto del territorio italiano.
Ce ne sono moltissime: coprono tutta l’Italia e diversi anni passati.

Il principale fornitore a livello nazionale è AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ogni anno effettua rilievi aerei sul territorio italiano, suddiviso in tre aree.
A questo si aggiungono le Regioni, che spesso producono ortofoto proprie con campagne di rilievo dedicate e con un dettaglio maggiore.

Tutte queste informazioni si possono visualizzare tramite i Geoportali Regionali e si possono caricare in un GIS attraverso i servizi WMS (Web Map Service).
Quasi mai, però, è possibile scaricare il dato nativo, originale e georeferenziato.

C’è comunque un modo per “ritagliarti” una porzione di ortofoto e salvarla come immagine georeferenziata nel tuo archivio digitale.
Si parte sempre dal WMS: importi l’ortofoto nel tuo GIS, imposti l’area che ti serve e poi esporti un’immagine georeferenziata dalla mappa che stai visualizzando.
Modificando la risoluzione di output, puoi ottenere un risultato molto vicino alla risoluzione originale.

Nel video ti faccio vedere tutto questo usando QGIS.

All’interno trovi anche:
Che cos’è un’ortofoto (proprietà, utilizzi, risoluzione, ecc.)
Come accedere alle ortofoto in Italia tramite i Geoportali Regionali
Come usare i servizi WMS per visualizzarle in GIS ed esportarne una parte sul tuo PC
Come importare un’ortofoto esportata dentro un CAD e georeferenziarla

Le ortofoto sono una risorsa potente e accessibile, utile per tanti professionisti (ma non solo).
In Italia la situazione dei dati geografici è ancora molto frammentata e spero che questo video possa aiutarti ad orientarti e trovare ciò che ti serve.

Ma soprattutto spero che possa stimolare una discussione e la condivisione di informazioni.
Se hai già esperienza, se hai scaricato ortofoto, se le usi nel tuo lavoro, se conosci risorse diverse da quelle che cito o se hai ulteriori suggerimenti, scrivilo nei commenti: contribuirai a creare ancora più valore, per tutti.

Grazie!

P.S.
Fai molta attenzione a quello che è possibile fare con i dati presenti online.
Le ortofoto disponibili sui geoportali sono liberamente visualizzabili e importabili nel tuo GIS.
Ma non è certo possibile usare il metodo che ti ho condiviso per crearti un database di immagini georeferenziate sul tuo PC e, magari, venderle.
Credo che sia ok farne un uso personale ma verfica sempre le possibilità operative in questo senso.


A questo link trovi un video che ti mostra come georeferenziare un'immagine in QGIS usando il Georeferenziatore: https://youtu.be/p1pVECtsDPE 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


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È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.


0:00 Intro
1:47 Che cos'è una ortofoto
2:52 Orotofot VS Foto aerea
3:49 Meglio dire Ortomosaico
4:16 Perchè un'ortofoto
5:25 Risoluzione e GSD
7:19 Google Maps e Ortofoto
8:32 Ortofoto in Italia
12:00 Visualizzare ortofoto italiane
13:19 Il caso Veneto per scaricare ortofoto
15:39 Importare ortofoto in GIS
17:03 I WMS regionali
17:49 Ortofoto in GIS tramite WMS
21:33 Scarica un pezzo di ortofoto
24:10 Migliorare la risoluzione in output
26:23 Dislaimer Uso di QGIS e proprietà dei dati
28:02 Georeferenziare un'immagine in QGIS
28:47 Importare ortofoto in CAD
33:29 Outro
    In questo video ti condivido alcuni modi con cui puoi portare i tuoi dati vettoriali dal tuo CAD al GIS.
Nello specifico, QGIS.

Un'opzione è salvare i dati in CAD in DXF, che è un formato di interscambio per i dati vettoriali leggibile da QGIS.

C'è poi il modo di importare un file DWG/DXF attraverso l'importatore "nativo" dentro QGIS.

Ed infine potresti usare il plugin "Another DXF Importer" che ti aiuta a mantenere l'organizzazione dei layer.

Per ciascuno di questi modi operativi ti parlo anche di pregi e difetti per aiutarti, spero, a capire quale sia il metodo migliore per te.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
1:29 I dati in CAD
1:54 Usare il DXF
5:42 Importa DWG/DXF
11:16 Il plugin Another DXF Importer
14:54 QGIS in Azione e GTER
16:57 Georeferenziare dati vettoriali
19:53 Outro
    Lo strumento "Sezione" ("Cross Section") di CloudCompare può diventare il tuo migliore alleato quando devi pulire una nuvola di punti da elementi indesiderati (rumore) o da cose che non ti interessa mantenere (alberi, auto parcheggiate, ...).

Attraverso la possibilità di fare sezioni multiple, una attaccata all'altra, lungo una direzione, crei nuove nuvole di punti, affettate, dove, auspicabilmente, sei in grado di vedere meglio (e quindi rimuovere) quello che non ti interessa.

Te ne parlo in questo video ma ti avverto, il processo può essere lungo, in relazione alle caratteristiche della tua nuvola di punti ed a quello che vuoi rimuovere.
Potrebbe volerci tempo e pazienza.

Se ti imbarchi in questo "viaggio" ricordati di gestire i dati di CloudCompare in modo attento, salvando il progetto generale in formato .bin, evitando perdita di dati dopo ore di lavoro!


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
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0:00 Intro
0:42 La nuvola
1:59 Sezionare la nuvola
6:09 Pulire le sezioni
11:39 Il risultato
13:42 Outro
    È oggettivo che, oggi, nel mondo del rilievo si stia parlando moltissimo di rilievo 3D ma soprattutto di mobile mapping.

E i sistemi SLAM stanno prendendo una grande fetta del mercato della Geomatica.

Sono (relativamente) nuovi, sono piuttosto facili da usare, sono veloci nella creazione di nuvole di punti 3D, all'interno dell'ambito in cui li porti, e in alcuni casi sono anche economici.

Se fai attenzione ad alcune cose, una su tutte "avere in mente come lavora lo SLAM per ricostruire nuvole di punti", possono essere tremendamente efficaci.
Negli ambiti "giusti" per loro.
E per i risultati che devi ottenere in output.

In questo video ti condivido l'applicazione del mobile mapping tramite SLAM in un ambito urbano misto, dove ho bisogno di avere una nuvola di punti che abbia al suo interno diversi dettagli situati sul piano stradale.

Spero possa essere interessante.


Questo video è il primo di una serie di contributi che condivederemo insieme a @Emesent 
Se hai dubbi, domande, curiosità su questa tecnologia (sia perchè sei interessato ad implementarla tra i tuoi strumenti o perchè richiedi servizi di questo tipo e vuoi rimanere sul pezzo, avendo consapevolezza della tecnologia) scrivimi nei commenti.
Magari puoi indicarmi degli scenari in cui vorresti vederla all'opera.
Se è nelle mie possibilità lo faccio volentieri e ne creiamo un altro contributo.


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0:00 Intro
0:44 Il contesto
1:16 Hovermap ST
5:18 Perchè uno SLAM
6:26 Drone vs SLAM
7:01 TLS vs SLAM
8:05 Un caso specifico
8:46 Verificare l'attendibilità
9:39 Consigli per il rilievo
10:58 SLAM sulle spalle
11:15 Considerazioni finali
12:15 Outro
    In questo video ti mostro come creare un nuovo attributo che riporti, come valore, il nome del layer.
Detta così sembra facile.
Ed in effetti lo è, se hai uno o pochi layer.
Ma se di layer ne hai tanti, decine o centinaia, le cose potrebbero complicarsi un po' ed allora QGIS ti permette di farlo in modo efficace usando il "calcolatore di campi" ("field calculator") in modalità "batch".


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0:00 Intro
0:40 I dati
1:27 Il caso di un layer
2:37 Se hai più layer
7:24 Batch process
10:33 I risultati
10:51 Unire i layer
12:36 QGIS in Azione e Gter
15:30 Outro
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