Pulire una nuvola di punti da rumore, sporco e punti doppi

26 Ottobre 2019
nuvola di punti fotogrammetria oggetto di pulizia

In questo articolo ti parlo di 3 strumenti che il software open source Cloud Compare ti mette a disposizione per pulire una nuvola di punti da sporco, rumore e punti doppi.

Sono:

  • Remove duplicate points;
  • SOR Filter;
  • Noise Filter.

PULIRE UNA NUVOLA DI PUNTI (fotogrammetrica)

Il rilievo fotogrammetrico non finisce con la generazione della nuvola di punti densa.
C’è di più!

Se ottieni in output una nuvola perfetta, già pronta da usare per estrarre, correttamente, tutte le informazioni che ti servono (sezioni, modelli digitali di elavazione, curve di livello, …), scrivimi assolutamente!
Mi interessa tantissimo sapere come fai!

Tutte le mie nuvole fotogrammetriche hanno bisogno di un po’ di lavoro per:

  • togliere parti in eccedenza che non riguardano l’area effettiva del rilievo;
  • eliminare punti che non c’entrano niente, ma che sono stati generati dal software di fotogrammetria;
  • distinguere punti del terreno da vegetazione ed altre cose a terra (auto, edifici, …).

Quanto lavoro serve?
Beh, dipende dalla complessità e della qualità/bontà della nuvola.
Da qualche mezz’ora (nei casi più piccoli, semplici e fortunati) a molte ore (quando è tutto difficile ed il dato in output deve essere curato maniacalmente).

In questo articolo ti parlo di come affrontare il secondo dei tre punti che ti ho elecanto qui sopra.

SPORCO, RUMORE E PUNTI DOPPI

Sporco e rumore sono formati da punti di una nuvola che sono stati elaborati, e generati dal software di fotogrammetria, ma che non rappresentano niente di fisicamente presente a terra (o sull’oggetto del rilievo) al momento dell’acquisizione delle foto.

Vanno tolti.
Sono “errori di produzione”.
Ed a volte possono essere anche pericolosi!

Infatti, se tracci l’inviluppo dei punti di una sezione (ne avevo parlato un po’ in questo articolo), estratta da una nuvola di punti con tanto rumore, c’è il rischio concreto che la polilinea del profilo passi per i punti di sporco e fornisca una rappresentazione sbagliata.

I motivi per cui ti ritrovi ‘sta roba tra i piedi sono vari.
Te ne elenco qualcuno:

  • elaborazione di bassa qualità della nuvola di punti densa, nel software di fotogrammetria;
  • niente filtro durante la generazione della nuvola, sempre nel software di fotogrammetria;
  • condizioni di illuminazione particolari durante la presa fotografica (il flare – il bagliore in una foto dovuto al controsole – tende a dare parecchio sporco in output);
  • oggetti complessi con elementi disposti su più piani (un traliccio di un elettrodotto dell’alta tensione);
  • fotografie frontali (o comunque non nadirali) di oggetti su sfondi “problematici“ (il cielo, una collina verdeggiante, …).

Il processo fotogrammetrico poi non può fare altro che trattare quello che trova nelle immagini.
Fa del suo meglio, ma oltre un certo limite proprio non ce la fa!

Il principio “passivo” dell’elaborazione fotogrammetrica è responsabile anche della presenza, in una nuvola, dei punti doppi.
Sono punti distinti che hanno, praticamente, le stesse coordinate (x,y,z).
Sono, di fatto, sovrapposti, e la loro presenza non aggiunge nessuna informazione utile alla nuvola di punti.
Anzi, se sono tanti, la appesantisce!

La misura laser scanner è meno affetta da questi problemi.
Il principio di misura “attivo” riduce parecchio sporco, rumore e punti doppi.
Non sono un esperto di laser scanner ma la nuvola generata al termine delle scansioni dovrebbe essere più pulita della nuvola fotogrammetrica dello stesso oggetto.
Se usi il laser scanner puoi venirmi in aiuto su questo tema!
🙂

Un discorso diverso vale invece per la misura LiDAR in movimento: LiDAR da UAV e su dispositivi inerziali (zaini).
Lì di rumore e di sporco da togliere ce n’è di più…

TRE STRUMENTI AUTOMATICI

Dopo averti detto che cos’è lo sporco ed il rumore in una nuvola di punti, ti faccio vedere come puoi toglierli con tre semplici strumenti che il software Cloud Compare ti mette a disposizione:

  • Remove duplicate points – Rimuovi i punti doppi;
  • SOR Filter – Filtro di rimozione statistica degli Outlier (non mi viene proprio una parola italiana corretta per tradurre outlier);
  • Noise Filter – Filtro di riduzione del rumore.

Come spesso succede, ti devo dare una notizia buona ed una mena buona.

Iniziamo da quella buona.

Tutti e tre i tool sono automatici.
Sono veloci e non richiedono azioni lunghe e ripetitive da parte tua.

Ed ora quella meno buona.

Non sempre funzionano al 100%.
Non aspettarti che alla fine del processo automatico di pulizia la tua nuvola sarà perfetta.
Non lo sarà.
Qualcosa sarà rimasto fuori.
E sarà necessario il tuo intervento manuale.
In ogni caso, la gran parte del lavoro l’avranno fatto i tre ragazzi che ora ti presento.

TOGLI I PUNTI DOPPI – REMOVE DUPLICATE POINTS

Il comando Remove Duplicate Points fa una cosa semplice: riduce il numeo dei punti di una nuvola affinchè essi non siano più vicini di una distanza minima.
Attento però a non usarlo per alleggerire la nuvola di punti perchè la ritieni troppo numerosa.
Per quello è bene usare gli algoritmi del comando Subsample a Point Cloud.
Funzionano molto meglio!

Remove Duplicate Points va scelto proprio per fare quello che dice il suo nome: togliere i punti che, di fatto, sono sovrapposti ed alleggerire così la nuvola, eliminando informazioni che non servono a niente.

Lo trovi in Tools – Other – Remove Duplicate Points.

È il più semplice dei tre strumenti di questo articolo.
Ed il primo che “faccio girare” su una nuova nuvola da trattare.

Al suo avvio ti compare una finestra dove devi scegliere una cosa sola: la minima distanza tra i punti nella nuova nuvola elaborata (Minimun distance between points).

Remove Duplicate Points Tool

Cloud Compare ti propone, di default, un valore molto, molto basso.
Da ingegnere, legato ai numeri “pratici”, mi verrebbe da dire “assurdo” e senza senso.
In realtà però, pensando a come lavora l’algoritmo ed ai suoi scopi, un senso ce l’ha.

Se la minima distanza fosse nulla, il processo potrebbe non funzionare in maniera efficace.
E poi lo “0” non è un valore che i filtri ed i processi automatici amano molto.

Un valore così basso (che è, praticamente, zero) ti assicura che saranno tolti sia i punti doppi, effettivamente sovrapposti, che quelli vicinissimissimi!

Ti consiglio di dare una chance a questo comando con le impostazioni di default.

Nel mio caso, dalla nuvola che ho trattato per estrarre questi screenshot, sono spariti circa 1.200.000 punti (quasi il 10% del totale)!
Niente male!

Nuvola di punti prima della rimozione dei punti doppi

Nuvola di punti a cui sono stati rimossi i punti doppi

Aumentando la “minima distanza …” i punti rimossi tenderanno ad aumentare.
Lascio a te le prove sul tuo caso specifico (ogni nuvola è diversa dalle altre).
Ti avverto solo di non “forzare” troppo la mano con i decimali, rischiando di togliere elementi che invece sono significativi.

Il comando (come tutti quelli di questo articolo) non è distruttivo.
Non viene modificata la nuvola originale ma il software ne genera una nuova.

SOR FILTER

Il secondo strumento che uso per pulire una nuvola di punti è l’SOR Filter.

S.O.R. sta per Statistical Outlier Removal.

Non ho trovato una parola che traducess in italiano ed in maniera efficace la parola “Outlier“.
Letteralmente significa: colui/colei che giace fuori.

Gli Outlier sono dei punti che occupano posizioni nello spazio tridimensionale sbagliate ed anche un po’ lontane da tutto il resto della nuvola di punti.

Sono errori dell’elaborazione fotogrammetrica.
Personalmente mi è capitato di avere degli outlier dietro una scogliera o sotto una strada!

Non sono mai molti.
Ma spesso ci sono.
E il compito del filtro SOR è di individuarli e eliminarli.

L’algoritmo è un po’ più avanzato (anche se ancora semplice) di quello di rimozione dei punti doppi e si basa su un approccio statistico.

Il comando lo trovi in Tools – Clean – SOR Filter.
E questo è quello che vedi quando lo lanci.

SOR Filter Tool

Devi scegliere due parametri.
E due sono le cose che fa il filtro.

1) Calcolo della distanza media tra i punti

Per ogni punto della nuvola calcola la distanza media dai punti che gli sono vicini.

Tu decidi quanti sono i punti vicini che vuoi che il software consideri per fare il calcolo della media.
È il primo parametro (di default è 6) del tool.

In altri software (ma anche qui, e lo vedrai poco più avanti) lo puoi trovare indicato come Knn (dove nn sta per nearest neighboor – vicino più prossimo).

2) Calcolo della distanza di soglia

Una volta che lo strumento ha calcolato, per ogni punto, la distanza media dai suoi vicini, calcola una distanza di soglia su cui basare la scelta di considerare un punto un outlier (e quindi rimuoverlo) oppure no.

La formula per calcolarla la trovi esplicitata anche nella finestra del tool.
La soglia è uguale alla distanza media (calcolata nel passaggio precedente) a cui si aggiunge la deviazione standard delle distanze dai punti vicini moltiplicata per un fattore “nSigma“.
Ecco, tu devi scegliere proprio questo moltiplicatore.
Di default è “1”.
Più piccola è la soglia e maggiore è il numero di punti che saranno eliminati perchè considerati outlier

Come vedi anche questo filtro non è complesso, ma due parametri ti permettono di provare un bel po’ di combinazioni in più per eliminare in modo automatico il maggior numero di outlier, senza togliere punti significativi della nuvola.

Ti faccio vedere uno zoom della mia nuvola da cui il filtro ha tolto, bene e con i valori di default, un po’ di outlier.

Immagine di una nuvola di punti in cui sono presenti outlier

Nuvola di punti dopo l'applicazione del SOR Filter

Non posso però proprio dirti di fermarti ai valori di default!
Non sempre default equivale a meglio.

Le nuvole di punti sono talmente diverse (anche solo per l’oggetto modellato) che fermarsi ai valori proposti dal software rischia di precludere la possibilità di efficientare il filtro sul tuo caso specifico.

Prova varie combinazioni di valori.
Cambiane uno alla volta.
Sono piuttosto intuitivi da capire.
Se aumenti il numero di punti vicini, migliori il calcolo statistico della media.
Ma se ne metti troppi e la nuvola è rumorosa rischi di prendere anche dei punti di sporco, per il calcolo della media, ed ottieni un valore “sballato”.

Anche questo strumento è non distruttivo.
Non fai danni!

Ed inoltre è veloce anche con decine di milioni di punti.

Un po’ di prove costano davvero poco tempo e possono portarti ad un risultato migliore.

Insomma, prova!
🙂

TOGLI IL RUMORE CON IL NOISE FILTER

Ed ecco l’ultimo dei tre strumenti di questo articolo.
È quello un po’ più complicato (ma ancora semplice) ed è il Filtro di Riduzione del Rumore – Noise Filter.

Anche questo lo trovi in Tools – Clean – Noise Filter.

Prima di raccontarti come lavora provo a spiegarti che cosa si intende per rumore.
Lo faccio con un esempio.

Immagina di avere modellato una strada con un’elaborazione fotogrammetria.
Hai una nuvola di punti che rappresenta la superficie dell’asfalto.
In un caso ideale tutti i punti della nuvola stanno su questa superficie.
Nella realtà invece la maggior parte dei punti sta lì ma ce ne sarà un po’ che sta sopra ed un po’ che sta anche sotto.
Questi punti costituiscono il rumore.

Ecco la finestra che vedrai quando avvii lo strumento.

Noise Filter Tool

Qui le combinazioni possibili di variabili iniziano ad essere un po’ di più.
Ma non spaventarti.
È facile anche questo.

Il Noise Filter assomiglia un po’ all’SOR Filter ma la differenza c’è e non è banale.
L’SOR Filter considera la distanza tra punti vicini mentre il Noise Filter considera la distanza dei punti da una superficie di riferimento.

Il filtro infatti “fitta” un piano locale attorno ad ogni punto della nuvola di punti e poi toglie i punti che sono “troppo lontani” da questo piano.
È a tutti gli effetti un filtro passa basso (low pass filter).

Per stimare la superficie planare di riferimento puoi scegliere un raggio oppure un numero di punti vicini a quel punto della nuvola.

Se scegli l’opzione raggio (attiva di default) il software genera attorno ad ogni punto una sfera e prende i punti che ci sono al suo interno per fittare il piano di riferimento.

Con l’opzione punti invece decidi quanti punti prendere, vicino al punto specifico, per calcolare il piano (ecco la sigla Knn di poco fa).

In funzione delle caratteristiche della nuvola e per l’opzione raggio, il software ti propone già un suo raggio che ritiene sensato.
Vale anche qui tutto quello scritto per l’SOR Filter: prova parametri diversi!
Se scegli l’opzione Raggio, fai attenzione a scegliere un valore sufficientemente grande da includere all’interno della sfera almeno 6 punti.

La seconda decisione che puoi/devi fare con questo tool riguarda la scelta dell’errore massimo: il parametro che determina se un punto è considerato rumore (e quindi tolto) o no.
È la stessa cosa che succede con la soglia dell’SOR Filter.
Qui puoi scegliere un errore relativo (come moltiplicatore della riproiezione dei punti vicini sul piano calcolato) o assoluto.
Personalmente credo che funzioni meglio il primo.

Immagine di nuvola di punti con rumore

Nuvola di punti dopo il processo di riduzione del rumore

Tra i tre strumenti per pulire una nuvola di punti il Noise Filter è quello un po’ più delicato.

È formidabile sulle superfici piatte.
Meno su quelle curve (come questa degli screenshot qui sopra).
Ancora meno su spigoli e angoli solidi.

È anche lo strumento con il più alto rischio di rimozione di punti “buoni”.
Quindi stai all’occhio!

Potrebbe valere la pena fare un po’ di prove (del resto, non è una novità!) oppure dividere la nuvola a seconda delle sue caratteristiche ed applicare in modo diverso il Noise Filter.

(purtroppo) NON FINISCE QUI

Questi tre strumenti sono un grande aiuto all’editing della nuvola di punti finalizzato a tirare fuori un dato pulito, sensato e coerente con la realtà dell’oggetto o dell’elemento modellato.
Ma, come ti ho scritto in apertura, quasi sicuramente non saranno sufficienti.
È probabile che tu abbia ancora un po’ di lavoro da fare per raffinare il dato finale.

Ed allora tocca rimboccarsi le maniche, armarsi di pazienza e procedere a mano.

Ti consiglio di scegliere il metodo delle sezioni.
Lo stesso con cui puoi rimuovere la vegetazione o distinguere elementi antropici dal terreno.
Ne avevo parlato in questo articolo del blog.

Può essere lungo (lo sarà sicuramente), ripetitivo e poco divertente.
Impegno e durata dipendono senza dubbio dalle caratteristiche della tua nuvola.
In ogni caso credo che sia una procedura opportuna e necessaria.

Un rilievo fotogrammetrico non finisce (mai) con la generazione della nuvola di punti!
🙂

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Proprio come quelli qui sopra!

 

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A presto!

 

Paolo Corradeghini

 

 

 

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Paolo Corradeghini

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2 Comments


Cono
7 May 2020 at 16:21
Reply

bUONASERA VOLEVO SAPERE QUALE SOFTWARE USARE PER FARE I PROSPETTI CON PUNTI PRESI CON LASER SCANNER DAL BASSO (O STAZIONE TOTALE O GPS) E DRONE. GRAZIE



    Paolo Corradeghini
    16 May 2020 at 16:58
    Reply

    Ciao Cono,
    io sono un utilizzatore prevalente delle tecniche structure from motion.
    Uso i software di questo tipo per la creazione di ortomosaici: Agisoft Metashape e 3DFlow Zephyr.
    Ciao.
    Paolo

    P.S.
    Con i dati GPS e da Stazione Totale non è possibile fare ortomosaici.

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    Paolo Corradeghini immagine profilo
    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
  • Paolo Corradeghini

    Topografia, rilievi, droni, gps, cartografia, geomatica e mappe.
    Condivido aggiornamenti, informazioni, contenuti, notizie, novità e dietro le quinte del mio lavoro.

    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_VPObpO53fw4 In questo video ti mostro come tagliare una nuvola di punti usando come riferimento un’altra nuvola di punti, invece del classico parallelepipedo di taglio dello strumento di sezionamento.

Il workflow passa da:
calcolo della Cloud to Cloud Distance
utilizzo dei campi scalari generati
selezione e taglio della nuvola in modo più coerente con la geometria reale dei dati

Una tecnica semplice, ma molto efficace, soprattutto quando lavori con nuvole complesse o superfici irregolari.

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0:00 Intro
0:45 Cross Section
1:18 Distanza tra nuvole
4:04 Tagliare le nuvole
11:33 Outro
    In questo video ti mostro come tagliare una nuvola di punti usando come riferimento un’altra nuvola di punti, invece del classico parallelepipedo di taglio dello strumento di sezionamento.

Il workflow passa da:
calcolo della Cloud to Cloud Distance
utilizzo dei campi scalari generati
selezione e taglio della nuvola in modo più coerente con la geometria reale dei dati

Una tecnica semplice, ma molto efficace, soprattutto quando lavori con nuvole complesse o superfici irregolari.

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0:00 Intro
0:45 Cross Section
1:18 Distanza tra nuvole
4:04 Tagliare le nuvole
11:33 Outro
    In questo video ti condivido come rappresentare graficamente dei punti in relazione alla loro quota (colori e dimensioni diversi) per avere, immediatamente, un'informazione specifica attraverso il loro aspetto.
E lo faccio attraverso QGIS.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
0:42 Importo i punti
1:57 Proprietà dei punti
2:36 Quota e colore
5:48 Opzioni di rappresentazione
7:20 Gestire le classi
8:35 QGIS in azione e GTER
11:10 Quota e dimensione
14:00 Outro
    In questo video ti condivido tre strumenti che potrebbero aiutarti a pulire, in modo automatico, una nuvola di punti in CloudCompare.

Sono:
- Remove Duplicate Points
- Noise Filter
- SOR Filter

Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
- SLAM
- LiDAR da UAV
- Fotogrammetria da UAV

Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


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0:00 Intro
0:50 Elaboro la nuvola SLAM
6:53 Tratto la nuvola Lida
9:58 Ecco la nuvola fotogrammetrica
16:50 Outro
    Come fa QGIS à gestire i Sistemi di Riferimento all'interno di un progetto, distinguendo e dividendosi tra Progetto e Layer (dati)?

In questo video ti parlo di riproiezione, ossia quel processo che permette di gestire contenuti (layer) con sistemi di riferimento diverso all'interno dello stesso contenitore (il progetto).

Ti dico come gestire dati vettoriali e raster nelle operazioni di "Assegnazione di una nuova proiezione" o di "Riproiezione".

Ed infine ti condivido anche una considerazione sull'attenzione necessaria quando si gestiscono (e si trasformano) i sistemi di riferimento.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
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0:00 Intro
0:48 Il Progetto
1:47 I Layer
5:01 Riferimento VS Layer - Riproiezione
8:06 Gestire un vettore
10:30 Assegnare proiezione
11:36 Riproiezione
14:17 Attenzione agli errori
16:24 QGIS in Azione e GTER
18:40 Lavorare con un Raster
24:01 Un caso applicativo
27:59 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


SPONSOR E OFFERTA
Questo video è sponsorizzato da Personal Drones - https://www.personaldrones.it/
Con il codice sconto 3DML315 puoi beneficiare del 15% di sconto sull'acquisto di un Lidar DJI Zenmuse L3 e su tutti gli altri prodotti della serie "DJI Enterprise" che acquisterai INSIEME all'L3
Usa il codice sconto 3DML315 al momento del checkout.


DATI
Se sei finanziatrice o finanziatore di 3DMetrica (di livello alto) puoi scaricare i dati (nuvola di punti) in output a valle di questo video, da questo link: https://www.patreon.com/posts/dji-l3-flusso-di-147722448


SUPPORTARE 3DMETRICA
Se vuoi, puoi decidere di sostenermi diventando un finanziatore di 3DMetrica tramite la pagina di Patreon: www.patreon.com/3dmetrica
È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.


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0:00 L'area di lavoro
1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


SPONSOR E OFFERTA
Questo video è sponsorizzato da Personal Drones - https://www.personaldrones.it/
Con il codice sconto 3DML315 puoi beneficiare del 15% di sconto sull'acquisto di un Lidar DJI Zenmuse L3 e su tutti gli altri prodotti della serie "DJI Enterprise" che acquisterai INSIEME all'L3
Usa il codice sconto 3DML315 al momento del checkout.


DATI
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0:00 Intro
1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
    In questo video ti condivido un po' di cose sulle curve di livello in QGIS.

Come si creano a partire da un raster (DTM);
Come si smussano (se sono troppo nervose);
Come mostrare le quote (attraverso le etichette);
Come differenziare la rappresentazione in base alle quote;
Come allineare in modo ordinato le etichette delle curve;
Come trattare un dato per avere "davvero" le curve di livello.

Spero possa esserti utile.


Qui c'è l'articolo del blog pigrecoinfinito di Totò Fiandaca da cui abbiamo preso spunto per una parte del video: https://pigrecoinfinito.com/2020/01/31/qgis-come-allineare-le-etichette-delle-isoipse/


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
0:25 Visualizzazione del DEM
1:40 Creare le curve di livello
3:09 Smussare le curve
6:20 Mostrare le etichette
9:12 QGIS in Azione e GTER
11:41 Spunti dalla comunity
12:41 Rappresentare le curve
16:07 Sistemare le etichette
21:55 Curve di livello e terreno
23:50 Outro
    Vuoi crare facce triangolari 3D vettoriali, da una nuvola di punti, per portarle in un CAD?
Te lo condivido in questo video, usando il software CloudCompare.

Lavoro con punti del terreno, li sottocampiono e poi genero la mesh, che posso esportare in formato DXF, mantenendo le informazioni di georeferenziazione.

Ti faccio vedere due strade: la prima genera la mesh dalla nuvola (eventualmente pre-trattata) così com'è, mentre la seconda passa attraverso la rasterizzazione e crea facce triangolari tutte ugali.

L'esportazione è possibile solo in DXF che, pur essendo "il" formato di interscambio di dati vettoriali, è anche piuttosto vecchio e fatica a gestire dati pesanti con molti elementi.
Attenzione quindi a non esagerare con il numero di facce da esportare, anche in relazione al tuo pc.

Le facce 3D sono utili in software "CAD-based" per fare progettazione, computi di scavi e riporti, sezioni, modellazione idraulica, analisi di fenomeni gravitativi...

Assicurati di lavorare su una nuvola di punti i cui elementi siano solo i punti del terreno o comunque di quello che vuoi rappresentare con le facce 3D.

Spero ti sia utile.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
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0:00 Intro
1:36 Taglio la nuvola
2:08 Sottocampionamento
2:51 Creo la mesh
5:18 Esporto la mesh
7:30 CloudCompare on Demand
8:18 Rasterizzazione
10:17 Modifico la nuova mesh
13:36 Esportare le facce 3D
15:02 Sezioni dinamiche
16:09 Quale metodo preferire
17:45 Outro
    C'è uno strumento, nel software open source CloudCompare, che ti permette di generare sezioni trasversali, di un alveo fluviale o di una galleria stradale, lungo un profilo.

Le sezioni sono ortogonali al centro dell'alveo o all'asse stradale e vengono estratte, automaticamente, secondo la larghezza ed il passo di cui hai bisogno.

Puoi generare anche una polilinea che passi per i punti della nuvola di ogni sezione che è stata generata.
E così avrai le sezioni, vettoriali, dell'alveo o della galleria (completa) da elaborare in CAD o in un altro software che usi abitualmente.


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0:00 Intro
0:44 Lo strumento da usare
2:09 La nuvola di punti
3:17 Genera il profilo
4:20 Traccia delle sezioni
6:57 Creare sezioni e profili
9:40 Salvare la traccia
10:25 Vediamo i risultati
13:14 Esportarte in DXF 
16:00 Attenzione ai dati
16:38 CloudCompare on Demand
17:33 Il caso di una galleria
21:25 L'output della galleria
22:38 Outro
    Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


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0:00 Intro
0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
8:13 Aggiungo la quota
10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    In questo video ti mostro come accedere alle ortofoto del territorio italiano.
Ce ne sono moltissime: coprono tutta l’Italia e diversi anni passati.

Il principale fornitore a livello nazionale è AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ogni anno effettua rilievi aerei sul territorio italiano, suddiviso in tre aree.
A questo si aggiungono le Regioni, che spesso producono ortofoto proprie con campagne di rilievo dedicate e con un dettaglio maggiore.

Tutte queste informazioni si possono visualizzare tramite i Geoportali Regionali e si possono caricare in un GIS attraverso i servizi WMS (Web Map Service).
Quasi mai, però, è possibile scaricare il dato nativo, originale e georeferenziato.

C’è comunque un modo per “ritagliarti” una porzione di ortofoto e salvarla come immagine georeferenziata nel tuo archivio digitale.
Si parte sempre dal WMS: importi l’ortofoto nel tuo GIS, imposti l’area che ti serve e poi esporti un’immagine georeferenziata dalla mappa che stai visualizzando.
Modificando la risoluzione di output, puoi ottenere un risultato molto vicino alla risoluzione originale.

Nel video ti faccio vedere tutto questo usando QGIS.

All’interno trovi anche:
Che cos’è un’ortofoto (proprietà, utilizzi, risoluzione, ecc.)
Come accedere alle ortofoto in Italia tramite i Geoportali Regionali
Come usare i servizi WMS per visualizzarle in GIS ed esportarne una parte sul tuo PC
Come importare un’ortofoto esportata dentro un CAD e georeferenziarla

Le ortofoto sono una risorsa potente e accessibile, utile per tanti professionisti (ma non solo).
In Italia la situazione dei dati geografici è ancora molto frammentata e spero che questo video possa aiutarti ad orientarti e trovare ciò che ti serve.

Ma soprattutto spero che possa stimolare una discussione e la condivisione di informazioni.
Se hai già esperienza, se hai scaricato ortofoto, se le usi nel tuo lavoro, se conosci risorse diverse da quelle che cito o se hai ulteriori suggerimenti, scrivilo nei commenti: contribuirai a creare ancora più valore, per tutti.

Grazie!

P.S.
Fai molta attenzione a quello che è possibile fare con i dati presenti online.
Le ortofoto disponibili sui geoportali sono liberamente visualizzabili e importabili nel tuo GIS.
Ma non è certo possibile usare il metodo che ti ho condiviso per crearti un database di immagini georeferenziate sul tuo PC e, magari, venderle.
Credo che sia ok farne un uso personale ma verfica sempre le possibilità operative in questo senso.


A questo link trovi un video che ti mostra come georeferenziare un'immagine in QGIS usando il Georeferenziatore: https://youtu.be/p1pVECtsDPE 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


Questi sono i miei contatti preferiti:
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0:00 Intro
1:47 Che cos'è una ortofoto
2:52 Orotofot VS Foto aerea
3:49 Meglio dire Ortomosaico
4:16 Perchè un'ortofoto
5:25 Risoluzione e GSD
7:19 Google Maps e Ortofoto
8:32 Ortofoto in Italia
12:00 Visualizzare ortofoto italiane
13:19 Il caso Veneto per scaricare ortofoto
15:39 Importare ortofoto in GIS
17:03 I WMS regionali
17:49 Ortofoto in GIS tramite WMS
21:33 Scarica un pezzo di ortofoto
24:10 Migliorare la risoluzione in output
26:23 Dislaimer Uso di QGIS e proprietà dei dati
28:02 Georeferenziare un'immagine in QGIS
28:47 Importare ortofoto in CAD
33:29 Outro
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