COORDINATE GEOGRAFICHE E COORDINATE PIANE

6 Dicembre 2017
Immagine che rappresenta la mappa di Tolomeo

In questo articolo ti spiego la differenza tra coordinate geografiche e coordinate piane nell’uso tecnico e cartografico. Latitudine e Longitudine VS Est e Nord!

LE COORDINATE

1) Un punto sulla superficie della Terra è noto quando si conoscono le sue coordinate.
2) Le coordinate di un punto sono numeri che ne individuano la sua posizione sulla superficie terrestre.

Immagine che rappresenta un piano cartesiano e punti al suo interno con relative coordinateTi ricordi senz’altro il famoso piano cartesiano, dove una coppia di coordinate, x e y (ascisse ed ordinate), identificava uno ed un solo punto.
Il segno delle coordinate ti dice anche dove sta il punto rispetto all’origine degli assi.
Ne determina il quadrante.

Questo vale per un piano, ma la Terra non è piatta!

Non è complicato individuare la posizione di un punto su una superficie curva, matematicamente nota; il difficile arriva quando da qui si vuole passare su un piano, o viceversa.

Ecco perchè ci sono coordinate geografiche e coordinate piane.

Le coordinate geografiche valgono sulla superficie curva della Terra.

Le coordinate piane (o cartografiche) si usano nella rappresentazione piana, su una carta, della superficie terrestre.

COORDINATE GEOGRAFICHE

Rappresentazione del geoide terrestreLa Terra non è una sfera, anche se il mappamondo a scuola ce la diceva così.
Ha una superficie molto complessa: ci sono le terre emerse, ci sono le fosse oceaniche, le grandi catene montuose, gli altipiani e le depressioni.
E poi c’è la rotazione sul proprio asse, la rivoluzione intorno al sole ed i campi magnetici, che ne allontanano parecchio la forma da una sfera.
La superficie reale della Terra non è rappresentabile matematicamente.

Per questo motivo i topografi hanno trovato un’altra superficie che ne approssima bene la forma e di cui si conosce l’equazione: il Geoide (lo vedi nell’immagine qui di fianco).

Ma anche il Geoide è una superficie difficile per farci sopra dei calcoli matematici, per misurare distanze e stimare aree.

Allora il passo successivo è stato adottare l’ellissoide.

Per gli scopi topografici (ma non solo per quelli) la superficie della Terra è convenzionalmente approssimata da un’ellissoide di rotazione, una figura solida e curva che nasce dalla rotazione di un’ellisse attorno ad un asse, in questo caso quello minore.

MERIDIANI E PARALLELI

Immagine che mostra il reticolato geografico formato da paralleli e meridiani sulla superficie terrestreSulla superficie della Terra i geografi hanno hanno fatto correre linee immaginarie: i paralleli ed i meridiani.

Non te la prendere se ti dico queste cose semplici e banali, che sono già nel programma didattico dalla quarta elementare, ma mi servono dopo.

Un parallelo è una circonferenza che si ricava dall’intersezione della superficie della Terra (dell’ellissoide che la approssima!) con un piano perpendicolare al suo asse di rotazione.
L’Equatore è un parallelo, il più lungo.

Un meridiano è una circonferenza (…non proprio…) che viene fuori dall’intersezione della superficie terrestre con un piano passante per i due poli.
I meridiani sono tutti uguali ma quello di Greenwich è un po’ più famoso degli altri!

Anche se nel mappamondo puoi contare i paralleli ed i meridiani che ci sono disegnati sopra, questi sono in realtà infiniti.
Per ogni punto della superficie dell’ellissoide terrestre passa sempre un parallelo ed un meridiano.

LATITUDINE, LONGITUDINE E COORDINATE ELLISSOIDICHEImmagine che rappresenta la misura della latitudine e della longitudine

Paralleli e meridiani arrivano in soccorso di chi vuole sapere la posizione di un punto sulla Terra, perchè sono un po’ i genitori della latitudine e della longitudine.

La latitudine è l’angolo compreso tra il parallelo passante per un punto sulla superficie e l’Equatore.
Per semplicità ti dico che è l’angolo misurato al centro dell’ellissoide, ma le cose sono leggermente diverse.
Se un punto sta nell’Emisfero Boreale, sopra l’Equatore, ha Latitudine Nord, se sta nell’Emisfero Australe, sotto l’Equatore, di dice Latitudine Sud.
La Latitudine varia da 0° a 90° Nord e da 0° a 90° Sud.

La longitudine invece è l’angolo che si forma tra il meridiano passante per un punto ed il meridiano di Greenwich.
La longitudine prende valori che vanno da 0° a 180° sia ad Est che ad Ovest del meridiano di Greenwich.

Se la superficie dell’ellissoide è regolare, non lo è certamente quella del Geoide.
Non bastano quindi solo la latitudine e la longitudine per avere tutte le informazioni sulla posizione di un punto sulla Terra.
Ne serve un’altra che è la quota.
La quota ellissoidica è la distanza di un punto sulla superficie terrestre dall’ellissoide.

Latitudine, Longitudine e Quota Ellissoidica sono le coordinate ellissoidiche.
Si chiamano anche coordinate geodetiche.

LE COORDINATE GEOGRAFICHE

Ma la quota, per come la conosciamo nelle carte geografiche, o nei cartelli che vedi quando sei a fare una passeggiata sui sentieri del CAI, non è la distanza tra un punto e l’ellissoide ma quella tra lo stesso punto ed il geoide.
Avevo scritto alcune cose sul problema della quota in questo articolo, dove ci puoi trovare qualche informazione più specifica.

Non mi dilungo quindi e ti dico solo che nella terna di coordinate che ti ho scritto sopra si cambia la quota ellissoidica con quella ortometrica (o geodica).

Latitudine, Longitudine e Quota Ortometrica sono le coordinate geografiche!

LE MAPPE E LA CARTOGRAFIA

Nella sua storia millenaria, sin da quando i Sumeri iniziarono le prime forme di scrittura cuneiforme per fare l’inventario delle merci nei loro magazzini, l’uomo ha sempre disegnato mappe.
Le prime mappe servivano per orientarsi in brevi spazi.
Con lo sviluppo dei mezzi di trasporto (carri e imbarcazioni) e l’aumento dei territori esplorati, le mappe hanno coperto estensioni sempre maggiori.

Una mappa rappresenta su un piano, un foglio, una porzione di superficie terrestre.

Forse non ti sei mai posto il problema, ma ti assicuro che prendere una sfera e portare la sua superficie su un piano non è per niente banale.
Anzi, è impossibile farlo senza commettere degli errori o accettare compromessi.

LE PROIEZIONI

Prendere una superficie curva, come quella dell’ellissoide che approssima la Terra, e portarla su un piano è fare una proiezione.
Ci sono vari tipi di proiezioni possibili e tutte si portano dietro degli errori e delle deformazioni.

Se hai sei minuti di tempo extra e non hai problemi nel capire l’inglese ti consiglio di dare un’occhiata a questo video che spiega davvero bene il problema delle proiezioni.
Alla fine ti sarà chiaro il significato del suo titolo: “Perchè tutte le mappe sono sbagliate“!

schema di proiezione azimutale su un pianoLe proiezioni si distinguono in base agli elementi geometrici che non cambiano nel processo di trasformazione.

  • Una proiezione conforme non cambia gli angoli.
  • Una proiezione equidistante non cambia le distanze tra i punti;
  • Una proiezione equivalente non cambia le superfici (ma forme ed angoli sono distorti).

schema di proiezione cilindrica obliquaOltre alla proprietà della proiezione c’è anche da considerare la superficie su cui si proietta.

  • In una proiezione azimutale si usa un piano.
  • In una proiezione cilindrica, si proietta su un cilindro (che viene poi srotolato nel piano). La proeizione cilindrica è conforme e può essere normale, trasversa o obliqua, a seconda di come sono messi tra loro ellissoide e cilindro.Schema di proiezione conica
  • Un proiezione conica invece sviluppa la superficie su quella di un cono.

LA PROIEZIONE DI MERCATORE

La proiezione più famosa è quella di Mercatore, U.T.M. (Universal Trasverse of Mercatore).
Ne hai visto sicuramente un esempio nel planisfero globale appeso al muro di qualche aula delle scuole medie o delle superiori.

Immagine della Terra sviluppata su un piano secondo la proezione di Mercatore
E’ una rappresentazione cilindrica trasversa (si chiama anche proiezione conforme di Gauss), che si comporta piuttosto bene nelle zone equatoriali e aumenta la distorsione delle terre emerse (anche di quelle sommerse, ma si vede di meno!) andando verso i Poli.
E’ per questo motivo che la Groenlandia appare erroneamente grande quanto tutto il continente Africano!

In realtà la carta che ti ho messo qui sopra non è proprio uguale a quella che trovi sui libri di scuola. Nella mappa di Mercatore l’Antartide è davvero smisurato e quinsi si è scelto di rappresentare le calotte polari con un’altra proiezione, quella stereografica polare U.P.S. (Universale Polare Stereografica).

A questo link trovi uno strumento divertente dove puoi giocare con le dimensioni reali delle nazioni a partire dalla mappa di Mercatore.

DALL’ELLISSOIDE AL PIANO

Schema che rappresenta la suddivisione della superficie terrestre in fusi e fasceUsando i meridiani i cartografi hanno diviso la superficie della Terra in sessanta fusi fondamentali, proprio come gli spicchi di un’arancia, ognuno largo 6° di longitudine.

Allo stesso modo, grazie ai paralleli, si sono individuate venti fasce, parallele all’Equatore, ciascuna larga 8° di latitudine.

I fusi sono numerati da 1 a 60 (da Ovest ad Est a partire da Greenwich), le fasce da C a X.
Un fuso ed una fascia si incontrano in una zona.

Ogni fuso viene proiettato sulla superfcie di un cilindro che gli è tangente in corrispondenza del meridiano centrale del fuso stesso.

Rappresentazione piana dei fusi di meridiano nella cartografia UTM

Il territorio Italiano sta nei fusi 32, 33 e 34 (dove c’è un pezzetto del Salento, il tacco della penisola) e nelle fasce S e T.
Ci sono quindi 6 zone: 32T, 32S, 33T, 33S, 34T e 34S.

Rappresentazionde del reticolato UTM in Italia

LE COORDINATE PIANE

Il centro di un fuso è l’interesezione del suo meridiano centrale con l’Equatore.

Schema che rappresenta il reticolato e le coordinate chilometricheA partire da qui si costruisce il reticolato chilometrico da cui nascono le coordinate chilometriche.

Si tratta di un piano cartesiano con origine nel centro del fuso, asse X coindicendete con l’Equatore ed asse Y dato dal meridiano centrale.
Per evitare valori negativi delle X, l’origine delle ascisse è aumentata di 500 km.

Le coordinate cartesiane X e Y , che si riferiscono a questo sistema, insieme al valore della quota ortometrica, sono le coordinate piane o cartografiche.

L’ascissa si indica più spesso con la lettera E (Easting) e l’ordinata con la N (Northing).

In carotgrafia le coordinate piane si esprimono in metri!

F.A.Q.

Ora che conosci la differenza tra coordinate geografiche e coordinate piane ti porto qualche applicazione pratica.

Che coordinate misura il GPS?
Il GPS del tuo smartphone o di un ricevitore satellitare ad alta precisione (ne ho scritto un articolo a questo link), misurano coordinate ellissoidiche: latitudine, longitudine e quota ellissoidica.
Per utilizzare su mappa le coordinate rilevate sul campo dovrai trasformarle in coordinate piane.
E dovrai anche trasformare la quota da ellissoidica a ortometrica!

Che coordiante vedo in Google Earth? 
Google Earth si basa sulle coordinate geografiche ma ti dà la possibilità di consocere anche le coordinate piane di un punto.
Vai su “Strumenti–Opzioni” e nel riquadro “Visualizza Lat/Lon” scegli che coordinate vuoi sapere dei “pin” che metterai.

Come trasformo le coordinate geografiche in coordinate piane?
La trasformazione tra coordinate geografiche e coordinate piane è un argomento “zoppo” senza la trattazione sui Sistemi di Riferimento.
Ma te li risparmio, per non complicarti l’argomento.
Ti rimando a questo articolo sulla conversione tra coordinate, che ho scritto un po’ di tempo fa, e ti dico soltanto che ci sono software ed applicazioni, anche gratuite, che ti aiutano a muoverti tra le coordinate.

Perchè ho trovato coordinate piane diverse per il solito punto?
Perchè le coordinate, geografiche ed anche quelle piane, cambiano in relazione al sistema di riferimento a cui si riferiscono.
(E= 591.716; N= 4.881.296) e (E=1.591.564; N= 4.881.269) sono coppie di coordinate che identificano il solito punto.
La prima coppia lo fa nel sistema di riferimento ETRF2000, la secondo in quello ROMA40.

Perchè mi capita di trovare latitudine e longitudine scritte in modo diverso?
Perchè sono angoli ed in quanto tali li puoi scrivere in vari modi: sessagesimali, decimali, centesimali o radianti.
Anche se difficilmente troverai una latitudine espressa in radianti, potrebbe invece capitari di trovarla scritta indistintamente negli altri modi.
Anche Google Earth ti dà la possibilità di cambiare da un’unità di misura angolare all’altra (ancora in “strumenti-opzioni-visualizza lat/lon”)
A questo link puoi trovare un articolo sulla conversione dei gradi e scaricare un foglio di calcolo gratuito che magari ti può tornare utile.

Il mio topografo mi ha spedito delle curve di livello esportate dal suo modello tridimensionale, ma quando le importo in Autocad le vedo deformate. Perchè?
Probabilmente perchè ha lavorato in coordinate geografiche.
Anche se ti ha dato un file georeferenziato, Autocad non è un GIS e può gestire solo coordinate piane.
Al momento dell’importazione, i vettori vengono “stretchati” per adattare le informazioni geografiche originarie all’ambiente CAD di destinazione.
Dovresti chiedergli di rimandartele usando coordiante piane…

 

Spero di averti dato informazioni utili per aiutarti a distinguere coordinate geografiche e coordiante piane, se mai ti ci dovessi imbattere nel tuo lavoro o per altri motivi.
Se hai dubbi o domande non esitare a scriverle qui sotto.
Oppure contattami direttamente nel modo in cui preferisci!

 

A presto

Paolo Corradeghini

 

Le prime puntate del podcast di 3DMetrica hanno riguardato proprio l’argomento delle coordinate.
Mi vergogno un po’ per la qualità audio e per la produzione.
Ma le tengo online perchè possono esserti utili.

Le trovi qui:

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cartografiacoordinatecoordinate geografichecoordinate pianemappaproiezioneproiezione cartografica
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CARTOGRAFIA

Paolo Corradeghini

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6 Comments


ferdinando musto
21 February 2018 at 11:08
Reply

Ciao, volevo chiederti se esidte un metodo speditivo o una tabella per capire subito che tipo di coordinate sono.
Grazie



    Paolo Corradeghini
    22 February 2018 at 10:17
    Reply

    Ciao Ferdinando, se si tratta di angoli sono coordinate geografiche, altrimenti sono coordinate cartografiche.
    Una coppia di coordinate come: 44.152869; 10.124586 sono coordinate geografiche.
    Invece se trovi 488359.40; 1589755.51 hai coordinate piane e l’unità di misura sono i metri.
    Per quanto riguarda invece il sistema di riferimento in cui sono espresse non è così immediato ed è un dato che deve essere generalmente comunicato da chi restituisce i dati spaziali.
    Ciao!

Carmelo
16 December 2018 at 19:19
Reply

Ciao Paolo, ho questa coordinata Geografica: 33TYE390980
Mi potresti dare delle info per poterla leggere per individuare il punto esatto?
Dal tuo articolo intuisco che 33T è la zona del fuso, ma poi non riesco a decifrare il resto. Sarebbe utile per me decifrare la coordinata che ti ho indicata per trasformarla in coordinate longitudine e latitudine (spero di non aver detto troppe inesattezza). Grazie in anticipo per la risposta



    Paolo Corradeghini
    18 December 2018 at 22:57
    Reply

    Ciao Carmelo,
    purtroppo non riesco ad aiutarti nel tuo problema.
    Se quello che mi scrivi è un sistema di riferimento, mi risulta davvero nuovo e sconosciuto.
    33T si sposa bene con la zona (fascia+fuso) ma il resto di numeri e lettere lo ignoro.

    Ho fatto delle ricerche online ed ho trovato un vecchio documento dove è riportata l’intera stringa di testo che hai scritto.
    Sembra si riferisca ad un sistema catastale in vigore tra la fine del 1600 e metà del 1800.
    Puoi trovarlo a questo link.
    Se così fosse sarebbe impossibile risalire, con precisione, alle coordinate attuali delle zone che ti interessano.

    Spero di averti aiutato almeno un poco.
    Ciao Carmelo!

    Paolo

Matteo
21 July 2020 at 17:44
Reply

Ciao Paolo. Domanda (scusa la mia ignoranza) se io ho le coordinate geografiche, le posso passare a piane e poi coniche?? Seconda domanda, una volta fatto questo (se possibile), le coordinate risulteranno differenti di posizione da quelle iniziali grazie all’errore di cui si parlava sopra???



Matteo
21 July 2020 at 17:44
Reply

Ciao Paolo. Domanda (scusa la mia ignoranza) se io ho le coordinate geografiche, le posso passare a piane e poi coniche?? Seconda domanda, una volta fatto questo (se possibile), le coordinate risulteranno differenti di posizione da quelle iniziali grazie all’errore di cui si parlava sopra???



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    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
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    Topografia, rilievi, droni, gps, cartografia, geomatica e mappe.
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    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_6RE03aABsRE In questo video ti condivido tre strumenti che potrebbero aiutarti a pulire, in modo automatico, una nuvola di punti in CloudCompare.

Sono:
- Remove Duplicate Points
- Noise Filter
- SOR Filter

Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
- SLAM
- LiDAR da UAV
- Fotogrammetria da UAV

Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
Se ti va di segnalarmi un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di Cloud Compare ne prendo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondo qui sotto.
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0:00 Intro
0:50 Elaboro la nuvola SLAM
6:53 Tratto la nuvola Lida
9:58 Ecco la nuvola fotogrammetrica
16:50 Outro
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Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
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Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


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    Come fa QGIS à gestire i Sistemi di Riferimento all'interno di un progetto, distinguendo e dividendosi tra Progetto e Layer (dati)?

In questo video ti parlo di riproiezione, ossia quel processo che permette di gestire contenuti (layer) con sistemi di riferimento diverso all'interno dello stesso contenitore (il progetto).

Ti dico come gestire dati vettoriali e raster nelle operazioni di "Assegnazione di una nuova proiezione" o di "Riproiezione".

Ed infine ti condivido anche una considerazione sull'attenzione necessaria quando si gestiscono (e si trasformano) i sistemi di riferimento.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

Con il codice sconto 3DMETRICAGTER puoi usufruire del 20% di sconto su tutti i corsi della loro offerta formativa, che trovi qui: https://www.gter.it/formazione/online/

Qui c'è il canale Telegram di GTER per seguire i Geobreak: https://t.me/geobreak


Se ti va di unirti alle discussioni su QGIS, puoi farlo in questo gruppo Telegram: https://t.me/+ZKm37iQHD083MTRk


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0:00 Intro
0:48 Il Progetto
1:47 I Layer
5:01 Riferimento VS Layer - Riproiezione
8:06 Gestire un vettore
10:30 Assegnare proiezione
11:36 Riproiezione
14:17 Attenzione agli errori
16:24 QGIS in Azione e GTER
18:40 Lavorare con un Raster
24:01 Un caso applicativo
27:59 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


SPONSOR E OFFERTA
Questo video è sponsorizzato da Personal Drones - https://www.personaldrones.it/
Con il codice sconto 3DML315 puoi beneficiare del 15% di sconto sull'acquisto di un Lidar DJI Zenmuse L3 e su tutti gli altri prodotti della serie "DJI Enterprise" che acquisterai INSIEME all'L3
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DATI
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1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


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0:00 Intro
1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
    In questo video ti condivido un po' di cose sulle curve di livello in QGIS.

Come si creano a partire da un raster (DTM);
Come si smussano (se sono troppo nervose);
Come mostrare le quote (attraverso le etichette);
Come differenziare la rappresentazione in base alle quote;
Come allineare in modo ordinato le etichette delle curve;
Come trattare un dato per avere "davvero" le curve di livello.

Spero possa esserti utile.


Qui c'è l'articolo del blog pigrecoinfinito di Totò Fiandaca da cui abbiamo preso spunto per una parte del video: https://pigrecoinfinito.com/2020/01/31/qgis-come-allineare-le-etichette-delle-isoipse/


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0:00 Intro
0:25 Visualizzazione del DEM
1:40 Creare le curve di livello
3:09 Smussare le curve
6:20 Mostrare le etichette
9:12 QGIS in Azione e GTER
11:41 Spunti dalla comunity
12:41 Rappresentare le curve
16:07 Sistemare le etichette
21:55 Curve di livello e terreno
23:50 Outro
    Vuoi crare facce triangolari 3D vettoriali, da una nuvola di punti, per portarle in un CAD?
Te lo condivido in questo video, usando il software CloudCompare.

Lavoro con punti del terreno, li sottocampiono e poi genero la mesh, che posso esportare in formato DXF, mantenendo le informazioni di georeferenziazione.

Ti faccio vedere due strade: la prima genera la mesh dalla nuvola (eventualmente pre-trattata) così com'è, mentre la seconda passa attraverso la rasterizzazione e crea facce triangolari tutte ugali.

L'esportazione è possibile solo in DXF che, pur essendo "il" formato di interscambio di dati vettoriali, è anche piuttosto vecchio e fatica a gestire dati pesanti con molti elementi.
Attenzione quindi a non esagerare con il numero di facce da esportare, anche in relazione al tuo pc.

Le facce 3D sono utili in software "CAD-based" per fare progettazione, computi di scavi e riporti, sezioni, modellazione idraulica, analisi di fenomeni gravitativi...

Assicurati di lavorare su una nuvola di punti i cui elementi siano solo i punti del terreno o comunque di quello che vuoi rappresentare con le facce 3D.

Spero ti sia utile.


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0:00 Intro
1:36 Taglio la nuvola
2:08 Sottocampionamento
2:51 Creo la mesh
5:18 Esporto la mesh
7:30 CloudCompare on Demand
8:18 Rasterizzazione
10:17 Modifico la nuova mesh
13:36 Esportare le facce 3D
15:02 Sezioni dinamiche
16:09 Quale metodo preferire
17:45 Outro
    C'è uno strumento, nel software open source CloudCompare, che ti permette di generare sezioni trasversali, di un alveo fluviale o di una galleria stradale, lungo un profilo.

Le sezioni sono ortogonali al centro dell'alveo o all'asse stradale e vengono estratte, automaticamente, secondo la larghezza ed il passo di cui hai bisogno.

Puoi generare anche una polilinea che passi per i punti della nuvola di ogni sezione che è stata generata.
E così avrai le sezioni, vettoriali, dell'alveo o della galleria (completa) da elaborare in CAD o in un altro software che usi abitualmente.


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0:00 Intro
0:44 Lo strumento da usare
2:09 La nuvola di punti
3:17 Genera il profilo
4:20 Traccia delle sezioni
6:57 Creare sezioni e profili
9:40 Salvare la traccia
10:25 Vediamo i risultati
13:14 Esportarte in DXF 
16:00 Attenzione ai dati
16:38 CloudCompare on Demand
17:33 Il caso di una galleria
21:25 L'output della galleria
22:38 Outro
    Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


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0:00 Intro
0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
8:13 Aggiungo la quota
10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    In questo video ti mostro come accedere alle ortofoto del territorio italiano.
Ce ne sono moltissime: coprono tutta l’Italia e diversi anni passati.

Il principale fornitore a livello nazionale è AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ogni anno effettua rilievi aerei sul territorio italiano, suddiviso in tre aree.
A questo si aggiungono le Regioni, che spesso producono ortofoto proprie con campagne di rilievo dedicate e con un dettaglio maggiore.

Tutte queste informazioni si possono visualizzare tramite i Geoportali Regionali e si possono caricare in un GIS attraverso i servizi WMS (Web Map Service).
Quasi mai, però, è possibile scaricare il dato nativo, originale e georeferenziato.

C’è comunque un modo per “ritagliarti” una porzione di ortofoto e salvarla come immagine georeferenziata nel tuo archivio digitale.
Si parte sempre dal WMS: importi l’ortofoto nel tuo GIS, imposti l’area che ti serve e poi esporti un’immagine georeferenziata dalla mappa che stai visualizzando.
Modificando la risoluzione di output, puoi ottenere un risultato molto vicino alla risoluzione originale.

Nel video ti faccio vedere tutto questo usando QGIS.

All’interno trovi anche:
Che cos’è un’ortofoto (proprietà, utilizzi, risoluzione, ecc.)
Come accedere alle ortofoto in Italia tramite i Geoportali Regionali
Come usare i servizi WMS per visualizzarle in GIS ed esportarne una parte sul tuo PC
Come importare un’ortofoto esportata dentro un CAD e georeferenziarla

Le ortofoto sono una risorsa potente e accessibile, utile per tanti professionisti (ma non solo).
In Italia la situazione dei dati geografici è ancora molto frammentata e spero che questo video possa aiutarti ad orientarti e trovare ciò che ti serve.

Ma soprattutto spero che possa stimolare una discussione e la condivisione di informazioni.
Se hai già esperienza, se hai scaricato ortofoto, se le usi nel tuo lavoro, se conosci risorse diverse da quelle che cito o se hai ulteriori suggerimenti, scrivilo nei commenti: contribuirai a creare ancora più valore, per tutti.

Grazie!

P.S.
Fai molta attenzione a quello che è possibile fare con i dati presenti online.
Le ortofoto disponibili sui geoportali sono liberamente visualizzabili e importabili nel tuo GIS.
Ma non è certo possibile usare il metodo che ti ho condiviso per crearti un database di immagini georeferenziate sul tuo PC e, magari, venderle.
Credo che sia ok farne un uso personale ma verfica sempre le possibilità operative in questo senso.


A questo link trovi un video che ti mostra come georeferenziare un'immagine in QGIS usando il Georeferenziatore: https://youtu.be/p1pVECtsDPE 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


Questi sono i miei contatti preferiti:
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0:00 Intro
1:47 Che cos'è una ortofoto
2:52 Orotofot VS Foto aerea
3:49 Meglio dire Ortomosaico
4:16 Perchè un'ortofoto
5:25 Risoluzione e GSD
7:19 Google Maps e Ortofoto
8:32 Ortofoto in Italia
12:00 Visualizzare ortofoto italiane
13:19 Il caso Veneto per scaricare ortofoto
15:39 Importare ortofoto in GIS
17:03 I WMS regionali
17:49 Ortofoto in GIS tramite WMS
21:33 Scarica un pezzo di ortofoto
24:10 Migliorare la risoluzione in output
26:23 Dislaimer Uso di QGIS e proprietà dei dati
28:02 Georeferenziare un'immagine in QGIS
28:47 Importare ortofoto in CAD
33:29 Outro
    In questo video ti condivido alcuni modi con cui puoi portare i tuoi dati vettoriali dal tuo CAD al GIS.
Nello specifico, QGIS.

Un'opzione è salvare i dati in CAD in DXF, che è un formato di interscambio per i dati vettoriali leggibile da QGIS.

C'è poi il modo di importare un file DWG/DXF attraverso l'importatore "nativo" dentro QGIS.

Ed infine potresti usare il plugin "Another DXF Importer" che ti aiuta a mantenere l'organizzazione dei layer.

Per ciascuno di questi modi operativi ti parlo anche di pregi e difetti per aiutarti, spero, a capire quale sia il metodo migliore per te.


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0:00 Intro
1:29 I dati in CAD
1:54 Usare il DXF
5:42 Importa DWG/DXF
11:16 Il plugin Another DXF Importer
14:54 QGIS in Azione e GTER
16:57 Georeferenziare dati vettoriali
19:53 Outro
    Lo strumento "Sezione" ("Cross Section") di CloudCompare può diventare il tuo migliore alleato quando devi pulire una nuvola di punti da elementi indesiderati (rumore) o da cose che non ti interessa mantenere (alberi, auto parcheggiate, ...).

Attraverso la possibilità di fare sezioni multiple, una attaccata all'altra, lungo una direzione, crei nuove nuvole di punti, affettate, dove, auspicabilmente, sei in grado di vedere meglio (e quindi rimuovere) quello che non ti interessa.

Te ne parlo in questo video ma ti avverto, il processo può essere lungo, in relazione alle caratteristiche della tua nuvola di punti ed a quello che vuoi rimuovere.
Potrebbe volerci tempo e pazienza.

Se ti imbarchi in questo "viaggio" ricordati di gestire i dati di CloudCompare in modo attento, salvando il progetto generale in formato .bin, evitando perdita di dati dopo ore di lavoro!


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0:00 Intro
0:42 La nuvola
1:59 Sezionare la nuvola
6:09 Pulire le sezioni
11:39 Il risultato
13:42 Outro
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