Georeferenziare un’immagine con QGIS

6 Novembre 2017
Georeferenziare un'immagine con QGIS

In questo articolo ti spiego come georeferenziare un’immagine con QGIS

CHE COS’È QGIS

QGIS un tempo si chiamava Quantum GIS ed è un’applicazione desktop, un Sistema di Informazione Geografica Open Source rilasciato sotto la GNU General Public License.

Queste righe le ho copiate dal sito ufficiale del progetto e si possono tradurre anche così: QGIS è un software GIS open source che funziona su Linux, Unix, Mac OSX, Windows e Android.

Io aggiungo che funziona molto bene, è molto usato nel mondo, è costantemente aggiornato ed ha una community molto attiva alle spalle, da cui attingere informazioni (da video, articoli, tutorial e discussioni su forum) per qualsiasi dubbio, problema o curiosità.

CHE COS’È UN’IMMAGINE

Scusa per la domanda cretina!
È semplice: un’immagine è una fotografia, un disegno, uno screenshot, una scansione…

Piuttosto è meglio dire che cos’è un’immagine raster.
Raster vuol dire griglia.
In computer grafica l’immagine raster (o bitmap) è composta da una griglia di punti quadrati, i pixel. Ogni pixel ha un colore e insieme formano l’immagine.

La proprietà più importante di un’immagine raster è la risoluzione, che è il numero di pixel per unità di superficie del sensore. Più è alta e migliore è la qualità dell’immagine.
Risoluzione da 240 a 300 ppi (point per inch – punto per pollice) è ok per la stampa, 72 ppi vanno bene per un’immagine a video.
Se ingrandisci un’immagine raster, prima o poi arriverai a vedere lo squadrettamento dei pixel!

Formati raster famosi sono: RAW, TIFF, JPEG, GIF, PNG, BMP, TGA

Oltre alla grafica raster c’è quella vettoriale che usa forme geometriche (linee, punti, curve e poligoni) per generare l’immagine. Forme con caratteristiche di colore o di effetti.

Puoi ingrandire un’immagine vettoriale praticamente all’infinito senza perdere dettaglio, perché le forme geometriche che la costituiscono si basano su equazioni matematiche.
Le immagini vettoriali pesano di meno, in termini di megabyte, di quelle raster.

Formati vettoriali famosi sono: DWG, AI, EPS, SHP, PDF, CDR.

Qui sotto vedi la differenza tra un raster ed un vettoriale sovrapposti.
Ingrandendo al 6000% il file (pdf), l’immagine raster (un’ortofoto) sgrana mentre il vettoriale (curve di livello) no.

Confronto tra immagine raster e vettoriale

IL RASTER IN CARTOGRAFIA

Quando progetti disegnando in CAD stai lavorando in vettoriale, ma se ad un prospetto ci metti sotto una foto stai usando un raster.

Allo stesso modo, se in un GIS delimiti superfici con degli shapefile stai usando dei vettori ma se sotto una planimetria ci metti un’ortofoto, quello è un raster.

A partire dal 2000, anno più, anno meno, gli enti locali hanno iniziato un processo di vettorializzazione della cartografia territoriale, fino a quel tempo esclusivamente in formato raster.
Ora parecchi database regionali ti permettono di scaricare i dati cartografici in formato vettoriale: shapefile o dxf.

Ma puoi trovarti ancora a dovere lavorare con un sacco di immagini raster: la CTR Regionale in scala 1:25.000, la scansione di un P.R.G. Comunale, Fotografie aeree storiche della banca dati dell’Istituto Geografico Militare, uno screenshot di Google Earth…

CHE COS’È LA GEOREFERENZIAZIONE

Georeferenziare è attribuire coordinate geografiche a un oggetto grafico.
Con la georeferenziazione dici ad una mappa che non ha coordinate qual è il suo posto sulla superficie terrestre.
Avevo scritto un articolo sulla georeferenziazione che trovi a questo link.

Puoi georeferenziare sia raster che vettori.
Se ricevi un rilievo celerimetrico (fatto con la stazione totale) riferito ad un sistema cartesiano con origine nel punto 0;0 puoi avere bisogno di georeferenziarlo.
Allo stesso modo potresti voler associare coordinate ad un estratto di mappa rappresentata in un file raster.

GEOREFERENZIARE UN’IMMAGINE IN QGIS

Ora ti mostro come georeferenziare un’immagine, un file raster, in QGIS.
Come esempio utilizzo l’ortofoto dell’Anfiteatro Romano di Luni un’importante testimonianza archeologica vicino alle mie parti (Comune di Luni – Provincia di La Spezia).

Se vuoi provare la procedura con la stessa immagine che uso io la puoi scaricare qui.

SCARICA ED INSTALLA QGIS

Se non lo hai ancora fatto, il primo passo è scaricare QGIS.
Lo puoi fare a questo link.
Al momento in cui scrivo questo post, l’ultima versione stabile è la 2.18.14 “Las Palmas”, ma potresti trovare una nuova versione quando leggi queste righe.

Installarlo è il secondo passo ed è piuttosto semplice!

GEOREFERENZIATORE RASTER

Una volta avviato QGIS, cerca nel menu “Raster – Georeferenziatore – Georeferenziatore”

Ti si aprirà una nuova finestra.

Da qui vai su “FIle – Apri Raster” e carica il file dell’immagine che vuoi georeferenziare.

SCEGLI IL SISTEMA DI RIFERIMENTO

Una finestra ti chiederà di selezionare un Sistema di Riferimento.

Screenshot di QGIS per Scegliere il sistema di riferimento nel processo di georeferenziazione

La scelta del Sistema di Riferimento Cartografico dipende dalle coordinate dei punti di controllo che userai per la georeferenziazione.
Per georeferenziare ti serve infatti sapere la posizione di almeno quattro punti, riconoscibili nell’immagine.
Le coordinate di questi punti ti indirizzano verso il sistema di riferimento da selezionare.

Se i punti li prendi da Google Earth, allora scegli il Sistema di Riferimento WGS84 – UTM 32N – EPSG 32632.

Una volta selezionato il Sistema di Riferimento, l’immagine ti apparirà nella finestra.

INSERISCI LE COORDINATE DEI GROUND CONTROL POINTS

Ora devi inserire nell’immagine le coordinate dei punti noti e riconoscibili, che servono a QGIS per georeferenziarla.

Vai su “Modifica – Aggiungi Nuovo Punto” e seleziona un punto dell’immagine di cui sai le coordinate.

Schermata di QGIS per l'inserimento delle coordinate dei punti di controllo GCP nel processo di georeferenziazione di un'immagine

QGIS ti chiede di inserire le coordinate, cartografiche, di quel punto: Est (X) e Nord (Y).

Schermta di QGIS dove è mostrata la scelta del punto di controllo e l'inserimento delle sue coordinate nel processo di georeferenziazione di un'immagine

Se non le conosci usa Google Earth.
Naviga nell’area che ti interessa e vai sul punto che hai segnato sull’immagine in QGIS.
Mettici un “pin”, copia le coordinate del pin da Google Earth ed incollale al loro posto in QGIS.

Finestra di Google Earth che mostra la detereminazione delle coordinate dei punti di controllo per la georeferenziazione di un'immagine

Attenzione!
Se usi Google Earth devi cambiare le coordinate restituite da Google in modo da ottenere coordinate piane e non geografiche.

Vai su “Strumenti – Opzioni – Vista 3D – Visualizza Lat/Long” e selezione U.T.M. (Universale Trasversa di Mercatore).

In questo modo Google ti darà coordinate utilizzabili nel processo di georeferenziazione.

Ripeti questa operazione per i punti noti.
Devono essere almeno quattro ma se sono di più è anche meglio.
Più è precisa l’accoppiata: “individuo con precisione il punto sull’immagine + gli attribuisco coordinate accurate” e più precisa è la georeferenziazione finale.

Al termine della definizione dei punti di controllo ti troverai con una tabella riassuntiva di quello che hai inserito nell’immagine.

IMPOSTAZIONI DI TRASFORMAZIONE

Ora devi dire a QGIS come vuoi che applichi la georeferenziazione all’immagine.

Vai su “Preferenze – Impostazioni di trasformazione”.

Schermata di QGIS per la scelta delle impostazioni di trasformazione nel processo di georeferenziazione di un'immagine

Nel 90% dei casi puoi selezionare come tipo di trasformazione una polinomiale di 1° Ordine e come Metodo di campionamento “vicino più prossimo”.

Altri tipi di trasformazione servono per immagini che oltre a dover essere scalate, ruotate e spostate nello spazio, devono essere anche deformate.

Scegli nome del file georeferenziato e la sua destinazione e conferma le tue impostazioni.

GEOREFERENZIA

Ora tutto è pronto per avviare la georeferenziazione tramite: “File – Avvia georeferenziazione”.

Il processo impiegherà pochi attimi ed al termine ti troverai un nuovo file tif nella cartella che hai scelto per l’output della procedura.

Finestra di QGIS che mostra il risultato della georeferenziazione di un'immagine raster

Se importi questo file dentro QGIS vedrai che le informazioni delle coordinate corrisponderanno a quelle che gli hai assegnato nella georeferenziazione.

 

Spero che questo articolo sulla georeferenziazione di un’immagine con QGIS possa esserti utile nel tuo lavoro.
Per ogni dubbio o chiarimento contattami come vuoi!

A presto!

Paolo Corradeghini

CartgrafiacoordinategeoreferenziaregeoreferenziazioneGISMappingQGISSIT
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SOFTWARE  / TUTORIAL

Paolo Corradeghini

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18 Comments


Andrea
1 April 2018 at 10:57
Reply

con l’ultima versione di Qgis 3.0 il menù “Raster – Georeferenziatore – Georeferenziatore” non c’è



    Paolo Corradeghini
    22 June 2018 at 12:44
    Reply

    Ciao Andrea,
    ti chiedo scusa se non ho risposto al tuo commento ma mi è scappato tra quelli che ricevo e di cui ho segnalazione via email.
    Grazie per la pazienza!
    Andrea ha già risposto sui sotto ma aggiungo solo che personalmente sto ancora usando la versione 2.18 di QGIS che è l’ultima stabile.
    La versione 3 ha ancora qualche bug che sarà fissato sicuramente nelle prossime uscite.
    Ciao!
    Paolo

Andrea M.
21 June 2018 at 15:53
Reply

@Andrea
Devi “abilitare” il plug-in:
plugins>gestisci ed installa plugins
cerchi “Georeferenziatore raster (GDAL)” e metti la spunta sulla casellina.



Andrea M.
21 June 2018 at 15:59
Reply

Ciao,
utilizzo spesso questo tool per georeferenziare ortofoto realizzare attraverso sw di SFM (tralascio le motivazioni…)
La domanda è: quali sono le differenze tra usare i GCP “prima” e “dopo” (ovvero georefernziando l’orto foto aposteriori). Ipotizzabili gli svantaggi/vantaggi in termine di elaborazione, e di corretto modello DEM, ma: ottengo una immagine “diversa”? l’immagine ottenuta senza GCP è solo “non” georeferenziata e fuori scala? (limitatamente all’ortofoto)
Grazie



    Paolo Corradeghini
    22 June 2018 at 12:58
    Reply

    Ciao Andrea,
    grazie per il tuo commento in risposta a quello di Andrea sul plugin in QGIS3!
    Ho trovato che l’algoritmo di georeferenziazione di QGIS lavora molto bene su immagini da georeferenziare, tuttavia credo che sia sempre consigliato lavorare in termini di coordinate all’interno del software Structure from Motion.
    Con la georeferenziazione di un’immagine effettui, generalmente, una trasformazione a sette parametri (rotazione+traslazione+scala) per portare l’immagine a stare dove “deve stare” (passami il termine).
    Se inserisci le coordinate dei punti di controllo all’interno del processo SfM, nella fase di allineamento, orienti le fotografie in maniera assoluta (rispetto ad un sistema di riferimento) sulla base di quelle coordinate e permetti di generare una nuvola di punti più robusta e un’ortofoto più “solida”.
    Non credo che le differenze di posizionamento siano elevate tra un caso e l’altro, specialmente se usi tanti punti di riferimento nel processo di georeferenziazione con QGIS, e purtroppo non riesco a quantificartelo perchè non ho mai fatto dei test, ma penso che ci siano differenze di qualità dell’ortofoto in sé.
    Ciao e grazie ancora!
    Paolo

Nicola Bertocchini
20 July 2018 at 12:34
Reply

Grazie, mi sei stato d’immenso aiuto!!!



    Paolo Corradeghini
    1 August 2018 at 21:34
    Reply

    Ciao Nicola, mi fa piacere che questo articolo ti abbia aiutato.
    Paolo

Enrico
23 January 2019 at 13:10
Reply

Ciao, ho seguito la tua utile guida in ogni passaggio ma mi trovo con un file tif con l’immagine Capovota come allo specchio…mi sai speigare il perchè? Grazie.



    Paolo Corradeghini
    23 January 2019 at 20:29
    Reply

    Ciao Enrico,
    L’effetto “specchio” è piuttosto strano.
    Scusa se l’osservazione è banale, io proverei a verificare la bontà delle coordinate dei punti di riferimento (Nord, Est; Est, Nord).
    Così come a verificare di aver assegnato le coordinate ai punti giusti.

    Se il software non ti dà errori di procedura, non hai fatto errori operativi, ma potrebbero essere “compilativi”, o di scelta del sistema di riferimento rispetto alle coordinate.

    Spero di esserti stato utile.
    Fammi sapere se riesci a capovolgere l’immagine.

    Ciao!
    Paolo

Alessia
28 April 2019 at 21:45
Reply

Ciao!
Scusa ma avendo alla fine i residui, io riesco a calcolare un errore relativo? grazie



    Paolo Corradeghini
    15 May 2019 at 11:42
    Reply

    Ciao Alessia,
    grazie per la pazienza nell’aspettare la mia risposta.
    Sì, con i residui che ti fornisce QGIS riesci a calcolare un errore relativo.

    Considera però che questa procederua è speditiva e molto poco rigorosa visto che nel post ti faccio vedere come prendere la coordinate da Google Earth che ha imprecisioni marcate sulle posizioni dei segnaposti…

SCARSINI FEDERICO
17 October 2019 at 18:22
Reply

si chiama qgis il programma da scaricare?



    Paolo Corradeghini
    19 October 2019 at 14:36
    Reply

    Ciao Federico,
    sì il software si chiama QGIS.
    Paolo

eanuele
18 October 2019 at 12:14
Reply

è possibile georeferenziare utilizzando dei punti ricavati da un gps topografico?



    Paolo Corradeghini
    19 October 2019 at 14:38
    Reply

    Ciao Emanuele.
    Certo!
    È possibile georeferenziare un’immagine con informazioni topgorafiche che arrivano da un GPS geodetico.
    In questo modo hai la massima precisione sulla georeferenziazione.

    Devi fare attenzione a settare correttamente il sistema di riferimento in funzione della coordinate dei punti noti.

    Paolo

Mauro
8 November 2019 at 7:27
Reply

Approfitto delle tue competenze per chiederti un’informazione: quando esporto come ortofoto un lavoro fatto con metashape e lo importo in qgis (con lo stesso sistema di riferimento) noto una leggera traslazione del raster rispetto a tutti gli altri layer che utilizzo (ctr, google satellite, ecc…). Come mai? Ecco il risultato che ottengo: https://ibb.co/v4g8tx0



    Paolo Corradeghini
    8 November 2019 at 9:35
    Reply

    Ciao Mauro,
    molto probabilmente si tratta di un problema legato ai sistemi di riferimento.
    Si può presentare sia in caso in cui tu abbia fatto un’elaborazione fotogrammetrica rigorosa – con l’inserimento di punti di appoggio rilevati con precisione in campo – e confronti l’ortofoto con una mappa di Google (che ha delle imprecisioni almeno decimetriche al suo interno), sia nel caso (e questo è più frequente) in cui tu abbia georeferenziato l’ortofoto con le sole informazioni del GPS di bordo del drone che introduce errori, anche qui, almeno decimetrici rispetto alla posizione corretta di una CTR.

    Si tratta quindi di partire dall’analizzare il tuo processo fotogrammetrico e i suoi risultati e poi confrontare le coordinate di punti noti sia nell’ortofoto che nel riferimento cartografico.

    Spero di essere riuscito a darti degli spunti utili per il tuo lavoro, Mauro.
    Se hai altri dubbi non esitare a scrivermi di nuovo.

    A presto!

    Paolo

Donato
22 July 2020 at 17:02
Reply

Ciao e grazie per le tue lezioni. Sto imparando a georeferenziare, purtroppo non riesco a risolvere una questione. Ti spiego : fatta la georeferenziazione apro il file “modificato” e lo visualizza a specchio. Dove sbaglio? Ti chiedo un piccolo aiuto, grazie mille.



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    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
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    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_kNa0L9LUHU0 Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
8:13 Aggiungo la quota
10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    Hai un file di testo con una serie di informazioni, oltre che di coordinate, legate ad una serie di punti e lo vuoi portare dentro QGIS?

Ti condivido come si fa, creando un nuovo layer a partire dal file TXT.

E dopo ti dico anche come si fa a rappresentare, visivamente, le informazioni extra (la quota, il nome, la descrizione, ...) nell'are di lavoro di QGIS.


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0:46 Il file di testo
1:13 Aggiungo il layer
7:48 Il layer in QGIS
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10:59 Cambiare il simbolo
12:28 QGIS in Azione e GTER
15:30 Lavorare con più informazioni
18:22 Outro
    In questo video ti mostro come accedere alle ortofoto del territorio italiano.
Ce ne sono moltissime: coprono tutta l’Italia e diversi anni passati.

Il principale fornitore a livello nazionale è AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ogni anno effettua rilievi aerei sul territorio italiano, suddiviso in tre aree.
A questo si aggiungono le Regioni, che spesso producono ortofoto proprie con campagne di rilievo dedicate e con un dettaglio maggiore.

Tutte queste informazioni si possono visualizzare tramite i Geoportali Regionali e si possono caricare in un GIS attraverso i servizi WMS (Web Map Service).
Quasi mai, però, è possibile scaricare il dato nativo, originale e georeferenziato.

C’è comunque un modo per “ritagliarti” una porzione di ortofoto e salvarla come immagine georeferenziata nel tuo archivio digitale.
Si parte sempre dal WMS: importi l’ortofoto nel tuo GIS, imposti l’area che ti serve e poi esporti un’immagine georeferenziata dalla mappa che stai visualizzando.
Modificando la risoluzione di output, puoi ottenere un risultato molto vicino alla risoluzione originale.

Nel video ti faccio vedere tutto questo usando QGIS.

All’interno trovi anche:
Che cos’è un’ortofoto (proprietà, utilizzi, risoluzione, ecc.)
Come accedere alle ortofoto in Italia tramite i Geoportali Regionali
Come usare i servizi WMS per visualizzarle in GIS ed esportarne una parte sul tuo PC
Come importare un’ortofoto esportata dentro un CAD e georeferenziarla

Le ortofoto sono una risorsa potente e accessibile, utile per tanti professionisti (ma non solo).
In Italia la situazione dei dati geografici è ancora molto frammentata e spero che questo video possa aiutarti ad orientarti e trovare ciò che ti serve.

Ma soprattutto spero che possa stimolare una discussione e la condivisione di informazioni.
Se hai già esperienza, se hai scaricato ortofoto, se le usi nel tuo lavoro, se conosci risorse diverse da quelle che cito o se hai ulteriori suggerimenti, scrivilo nei commenti: contribuirai a creare ancora più valore, per tutti.

Grazie!

P.S.
Fai molta attenzione a quello che è possibile fare con i dati presenti online.
Le ortofoto disponibili sui geoportali sono liberamente visualizzabili e importabili nel tuo GIS.
Ma non è certo possibile usare il metodo che ti ho condiviso per crearti un database di immagini georeferenziate sul tuo PC e, magari, venderle.
Credo che sia ok farne un uso personale ma verfica sempre le possibilità operative in questo senso.


A questo link trovi un video che ti mostra come georeferenziare un'immagine in QGIS usando il Georeferenziatore: https://youtu.be/p1pVECtsDPE 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


Questi sono i miei contatti preferiti:
Linkedin - paolocorradeghini  
Telegram - https://t.me/paolocorradeghini
Email - paolo.corradeghini@3dmetrica.it


Se vuoi, puoi decidere di sostenermi diventando un finanziatore di 3DMetrica tramite la pagina di Patreon: www.patreon.com/3dmetrica
È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.


0:00 Intro
1:47 Che cos'è una ortofoto
2:52 Orotofot VS Foto aerea
3:49 Meglio dire Ortomosaico
4:16 Perchè un'ortofoto
5:25 Risoluzione e GSD
7:19 Google Maps e Ortofoto
8:32 Ortofoto in Italia
12:00 Visualizzare ortofoto italiane
13:19 Il caso Veneto per scaricare ortofoto
15:39 Importare ortofoto in GIS
17:03 I WMS regionali
17:49 Ortofoto in GIS tramite WMS
21:33 Scarica un pezzo di ortofoto
24:10 Migliorare la risoluzione in output
26:23 Dislaimer Uso di QGIS e proprietà dei dati
28:02 Georeferenziare un'immagine in QGIS
28:47 Importare ortofoto in CAD
33:29 Outro
    In questo video ti condivido alcuni modi con cui puoi portare i tuoi dati vettoriali dal tuo CAD al GIS.
Nello specifico, QGIS.

Un'opzione è salvare i dati in CAD in DXF, che è un formato di interscambio per i dati vettoriali leggibile da QGIS.

C'è poi il modo di importare un file DWG/DXF attraverso l'importatore "nativo" dentro QGIS.

Ed infine potresti usare il plugin "Another DXF Importer" che ti aiuta a mantenere l'organizzazione dei layer.

Per ciascuno di questi modi operativi ti parlo anche di pregi e difetti per aiutarti, spero, a capire quale sia il metodo migliore per te.


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Qui c'è il canale Telegram di GTER per seguire i Geobreak: https://t.me/geobreak


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0:00 Intro
1:29 I dati in CAD
1:54 Usare il DXF
5:42 Importa DWG/DXF
11:16 Il plugin Another DXF Importer
14:54 QGIS in Azione e GTER
16:57 Georeferenziare dati vettoriali
19:53 Outro
    Lo strumento "Sezione" ("Cross Section") di CloudCompare può diventare il tuo migliore alleato quando devi pulire una nuvola di punti da elementi indesiderati (rumore) o da cose che non ti interessa mantenere (alberi, auto parcheggiate, ...).

Attraverso la possibilità di fare sezioni multiple, una attaccata all'altra, lungo una direzione, crei nuove nuvole di punti, affettate, dove, auspicabilmente, sei in grado di vedere meglio (e quindi rimuovere) quello che non ti interessa.

Te ne parlo in questo video ma ti avverto, il processo può essere lungo, in relazione alle caratteristiche della tua nuvola di punti ed a quello che vuoi rimuovere.
Potrebbe volerci tempo e pazienza.

Se ti imbarchi in questo "viaggio" ricordati di gestire i dati di CloudCompare in modo attento, salvando il progetto generale in formato .bin, evitando perdita di dati dopo ore di lavoro!


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
Se ti va di segnalarmi un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di Cloud Compare ne prendo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondo qui sotto.
Se vuoi supportare il progetto puoi condividere il video con chi pensi possa essere interessato a questo argomento.


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Telegram - https://t.me/paolocorradeghini
Email - paolo.corradeghini@3dmetrica.it


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È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.


0:00 Intro
0:42 La nuvola
1:59 Sezionare la nuvola
6:09 Pulire le sezioni
11:39 Il risultato
13:42 Outro
    È oggettivo che, oggi, nel mondo del rilievo si stia parlando moltissimo di rilievo 3D ma soprattutto di mobile mapping.

E i sistemi SLAM stanno prendendo una grande fetta del mercato della Geomatica.

Sono (relativamente) nuovi, sono piuttosto facili da usare, sono veloci nella creazione di nuvole di punti 3D, all'interno dell'ambito in cui li porti, e in alcuni casi sono anche economici.

Se fai attenzione ad alcune cose, una su tutte "avere in mente come lavora lo SLAM per ricostruire nuvole di punti", possono essere tremendamente efficaci.
Negli ambiti "giusti" per loro.
E per i risultati che devi ottenere in output.

In questo video ti condivido l'applicazione del mobile mapping tramite SLAM in un ambito urbano misto, dove ho bisogno di avere una nuvola di punti che abbia al suo interno diversi dettagli situati sul piano stradale.

Spero possa essere interessante.


Questo video è il primo di una serie di contributi che condivederemo insieme a @Emesent 
Se hai dubbi, domande, curiosità su questa tecnologia (sia perchè sei interessato ad implementarla tra i tuoi strumenti o perchè richiedi servizi di questo tipo e vuoi rimanere sul pezzo, avendo consapevolezza della tecnologia) scrivimi nei commenti.
Magari puoi indicarmi degli scenari in cui vorresti vederla all'opera.
Se è nelle mie possibilità lo faccio volentieri e ne creiamo un altro contributo.


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


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È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.



0:00 Intro
0:44 Il contesto
1:16 Hovermap ST
5:18 Perchè uno SLAM
6:26 Drone vs SLAM
7:01 TLS vs SLAM
8:05 Un caso specifico
8:46 Verificare l'attendibilità
9:39 Consigli per il rilievo
10:58 SLAM sulle spalle
11:15 Considerazioni finali
12:15 Outro
    In questo video ti mostro come creare un nuovo attributo che riporti, come valore, il nome del layer.
Detta così sembra facile.
Ed in effetti lo è, se hai uno o pochi layer.
Ma se di layer ne hai tanti, decine o centinaia, le cose potrebbero complicarsi un po' ed allora QGIS ti permette di farlo in modo efficace usando il "calcolatore di campi" ("field calculator") in modalità "batch".


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
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0:00 Intro
0:40 I dati
1:27 Il caso di un layer
2:37 Se hai più layer
7:24 Batch process
10:33 I risultati
10:51 Unire i layer
12:36 QGIS in Azione e Gter
15:30 Outro
    In questo video ti condivido come fare una sezione di una nuvola di punti in Cloud Compare.

Lo strumento da usare si chiama "Cross Section" e ti permette di "affettare" la tua nuvola di punti secondo le tue necessità.
Viene usato un volume di taglio che mantiene visibile solo quello che è al suo interno.

Da qui si aprono molte possibilità.
In questo video ti mostro come generare una sola sezione, esportando una fetta di nuvola.
E la polilinea di inviluppo, che in alcuni casi può essere molto interessante e utile!

Nei prossimi video ti dirò qualcosa di più.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
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0:00 Intro
0:38 Il tool Cross Section
4:25 Creo una sezione
11:11 Esportare i risultati
13:49 La nuvola di un appartamento
16:17 Altri tool dello strumento
19:19 La polilinea di inviluppo
24:49 Il DXF della linea di inviluppo
26:32 Countour/limiti
29:19 Outro
    L'Agenzia delle entrate ha reso disponibili, per tutti, la possibilità di scaricare lberamente e gratuitamente le mappe catastali di Italia, in formato vettoriali e georeferenziate.

In questo video ti mostro come fare.
Serve solo avere uno SPID (o una CIE/CNS).

I dati vettoriali sono in formato DXF e Geopackage (oltre ad altri formati meno "famosi") ed i sistemi di riferimento sono Cassini-Soldner (che è il sistema sorgente), Roma 40 e ETRF2000.

Nella seconda parte del video ti mostro anche come puoi fare per conoscere il foglio (o i fogli) di mappa che ti interessa acquisire.

Spero che possa essere utile.


A questo link puoi accedere al servizio dell'Agenzia delle Entrate: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/fabbricatiterreni/vendita-della-cartografia-catastale/fornitura-dati-cartografici-online-professionisti

Qui trovi l'url del WMS catastale: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/fabbricatiterreni/consultazione-cartografia-catastale/servizio-consultazione-cartografia

Qui c'è Formaps: https://www.formaps.it/

E qui i limiti amministrativi ISTAT: https://www.istat.it/notizia/confini-delle-unita-amministrative-a-fini-statistici-al-1-gennaio-2018-2/



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0:00 Intro
0:58 Dove andare
1:53 Accedere al servizio
3:37 Selezionare i dati
5:03 Scaricare i risultati
6:44 Il file GeoJson
8:25 Come sapere il foglio di interesse
9:09 Uso ForMaps
10:56 Uso QGIS
15:47 Outro
    In questo video ti condivido come fare a creare etichette prendendo informazioni dagli attributi dei layer di QGIS e combinandoli tra loro.

Ti faccio vedere le etichette semplici e quelle definite da delle regole che scegli tu.

Qui trovi la documentazione ufficiale di QGIS sulle etichette:
https://docs.qgis.org/3.40/it/docs/training_manual/vector_classification/label_tool.html


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0:00 Intro
1:28 Creare un'etichetta
2:22 Vederci meglio
3:33 Modificare le etichette
4:12 Sovrapposizione tra etichette
5:31 Etichette centrate
6:32 QGIS in azione e GTER
9:03 Rule based labeling
11:14 Etichette che spariscono
13:04 Etichette e HTML
14:35 Outro
    Come fai a sapere il volume di materiale inerte che è addossato ad un versante ed appoggiato ad un piazzale, avendo a disposizione una sola nuvola di punti, quella dello stato attuale?

Te lo condivido in questo video in cui uso il software open source CloudCompare e provo a ricostruire il versante al di sotto del materiale stoccato di cui vuoi sapere il volume.

Questo implica una grande incertezza nella sua determinazione perchè si interpreta, approssimando, qualcosa di sconosciuto.

Prendilo quindi come spunto per l'analisi dei tuoi dati avendo bene in mente le criticità del processo.

Spero possa esserti utile. 


Sei sei un Finanziatore o una Finanziatrice di 3DMetrica, puoi scaricare il progetto .bin qui: 
https://www.patreon.com/posts/il-volume-di-un-143769306

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0:00 Intro
1:11 Premesse
3:46 Il dato
4:40 Creo i piani di riferimento
14:00 Modifica un piano creato
18:14 Rifila i piani
28:29 Unisco i piani
29:55 Analisi volumetrica
34:29 Outro
    A Volta Mantovana c'è stato "CapoVolta 2025", il raduno internazionale di speleologia.
È un contesto unico, una grande festa, dalla mattina alla sera, a cui partecipano speleo (e non solo) da tutta Italia.

In questo video ti racconto di alcune attività che un gruppo di persone sta portando avanti da qualche anno e che riguardano i rilievi 3D impiegando, principalmente, il Lidar interno alle varie versioni dell'iphone pro.

Il gruppo si chiama Equipe Lidar ed è composto da ragazzi veneti del Gruppo Naturalistico Montelliano e di Treviso Sotterranea.

Dopo anni di tentativi, errori e chilometri di rilievi sotto terra hanno maturato un bel po' di esperienza e la Società Speleologica Italiana ha riconosciuto una nuova "Scuola di rilievo 3D con tecniche geomatiche".

Io ho la fortuna, il piacere e l'onore di supportarli e collaborare con loro per portare il mondo della Geomatica dentro ambienti complicati, stretti, bui e per niente banali.

Qui sotto trovi i riferimenti al gruppo: https://www.gnmnuvolegrotte.com/info/info.html
Questi sono i riferimenti al Gruppo Naturalistico Montelliano: https://www.gnmspeleo.it/
E a Treviso Sotterranea: https://www.trevisosotterranea.it/

Qui c'è il sito della Società Speleologica Italiana: https://speleo.it/site/
E questo è quello di Scintilena, notiziario di speleologia: https://www.scintilena.com/


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0:00 Intro
0:53 Perchè il Lidar
1:59 Come funziona
2:55 Le potenzialità del 3D
3:50 3D e catasto grotte
4:29 Il rilievo classico
5:46 Il soccorso in grotta
6:06 Affidabilità dei dati
6:46 Il cambiamento
7:14 Suggerimenti pratici
8:45 La scuola di rilievo
10:25 La forza della condivisione
12:02 Outro
    In questo video ti condivido come fare per condividere un layer, con tutte le sue informazioni di aspetto e rappresentazione, dentro QGIS.

Vediamo come funziona il file di defiinzione dei layer (QLR), che differenza c'è con il salvataggio di un progetto o con la creazione di un file geopackage e poi ti parlo anche del "file degli stili" applicato ad un layer.


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0:00 Intro
1:19 File di definizione dei Layer
5:24 QGIS in Azione e GTER
8:36 Salvare un progetto
10:15 Salvare un Geopackage
14:21 Modificare il layer
15:43 Salvare il file degli stili
18:24 SLD
19:27 Outro
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