DTM vs DSM vs DEM

27 Dicembre 2017

In questo articolo ti parlo di DTM e DSM, di DEM e delle differenze tra questi modelli digitali di elevazione che spesso si confondono uno con l’altro.

DTM vs DSM vs DEM

DTM – DSM – DEM: se lavori un po’ con strumenti GIS, se ti sei mai addentrato nei portali cartografici online, da cui puoi consultare e scaricare i dati territoriali a varia scala locale (regionale, provinciale, comunale), se ti sei scontrato con  analisi cartografiche o hai ricevuto elaborazioni topografiche da rilievi fotogrammetrici o LiDAR avrai già sentito questi acronimi.

Ma che cosa significano?

DTM sta per Digital Terrain Model (Modello Digitale del Terreno);

DSM sta per Digital Surface Model (Modello Digitale della Superficie – o delle superfici);

DEM sta per Digital Elevation Model (Modello Digitale di Elevazione).

LE SUPERFICI STATISTICHE

Lo scopo di questo articolo è quello di dirti le differenze tra i tre modelli ma non posso non aprire questa parentesi.
Sarò breve.

DTM e DSM, così come il DEM, sono superfici statistiche.

“Una superficie statistica è una rappresentazione della distribuzione dei valori di un determinato fenomeno definito, per ogni coppia di coordinate (X, Y), da un valore di Z, misurato o calcolato” (Robinson et al., 1995; DeMers, 1997).

Le superfici statistiche più facili da capire sono quelle che si riferiscono alla topografia terrestre: entità geografiche che cambiano nello spazio: l’elevazione, la quota piezometrica di una falda o la superficie di scorrimento profonda di una frana…

Ma ci sono altri esempi di superfici statistiche: la rappresentazione delle temperature o delle precipitazioni su un’area, la diffusione di inquinanti, i parametri socio-demografici ed economici…

L’aspetto importante di queste superfici è l’aggettivo che le qualifica: statistico.

Il termine statistico, associato al concetto di superficie, deriva dal fatto che questo tipo di rappresentazione si ottiene attraverso la stima del valore di una variabile dove non è stata fatta nessuna misura.
Le tecniche statistiche di stima si usano quando una variabile è calcolata in ogni punto di una superficie a partire da dati misurati solo in alcune posizioni.
Per calcolare i punti sconosciuti ci si affida a processi di interpolazione o estrapolazione.
L’interpolazione usa algoritmi che calcolano i punti incogniti da misure esistenti attorno ad essi.
L’estrapolazione invece stima le informazioni oltre il limite dei dati disponibili.

Non ti aggiungo altro sui metodi statistici che si usano in questi campi perchè non sarebbe di valore per gli scopi di questo post.
Ti porto solo due casi di superficie statistica.

Un modello digitale che rappresenta la profondità di una falda nel sottosuolo è una superficie continua generata statisticamente dalle letture localizzate dei piezometri nell’area di indagine.
L’andamento dell’elevazione di un versante è calcolata interpolando le misure topografiche di un numero finito di punti al suo interno.

“Chiusa parentesi“.

I MODELLI DIGITALI DI ELEVAZIONE

DTM, DSM e DEM sono confusi uno con l’altro.

Anche se possono sembrare simili sono in realtà pittosto diversi tra loro.

Alcune persone utilizzano indistintamente le tre sigle per riferirsi alla solita cosa.

Ma non è proprio così…

DEM

Il Modello Digitale di Elevazione (Digital Elevation Model) – DEM – è una generica superficie statistica in cui ad un numero finito di coppie (X,Y) viene attribuita un’elevazione, una Z, corrispondente..

Nell’uso comune il DEM è riferito alla topografia terrestre ma può riguardare anche altre superfici.
Ti ho scritto poco prima della superficie piezometrica di una falda o del piano di scorrimento profondo di una frana ma ci sono anche la superficie delle chiome degli alberi di un bosco, il top o il bottom di un orizzonte stratigrafico.

Nel caso di applicazione del concetto di DEM alla superficie del suolo c’è un po’ di confusione sulla sua definizione.
Anche in letteratura.

I diversi significati che le parole inglesi ground, height, elevation, terrain possono assumere non aiutano davvero a fare chiarezza.

Se poi oltre a DEM si parla anche di DTM e DSM ti lascio immaginare il risultato…

DTM e DSM

DTM e DSM non sono la stessa cosa!
Prenderne uno per l’altro può portare ad errori grossolani.

Te lo spiega bene l’immagine che ti metto qui sotto:

Immagine che riporta il confronto tra DTM e DSM

Con DSM (Digital Surface Model) si intende la superficie terrestre comprenstiva degli oggetti che ci stanno sopra: edifici, alberi ed altri manufatti.

Il DTM (Digital Terrain Model), rappresenta l’andamento della superficie del suolo senza gli elementi antropici e vegetazionli (gli oggetti che ti ho citato qui sopra).
Il DTM lo puoi trovare affiancato anche al termine bare earth (che vuol dire terra spoglia).

Capirai certamente che DTM e DSM sono piuttosto diversi uno dall’altro!

Qui sotto vedi in tratto nero continuo il DTM ed in tratto rosso tratteggiato il DSM.

Immagine che riporta il confronto tra DTM e DSM

DTM e DEM

Può capitare di leggere DEM e DTM con riferimento alla solita superficie.

Una parte della letteratura considera il DTM come un DEM a cui sono stati aggiunti particolari elementi morfologici (linee di scarpata e di impluvio, specchi d’acqua, …).
I DEM sarebbero quindi un sottoinsieme non interpretato dei DTM.
I DTM rappresenterebbero dunque la superficie terrestre in modo più naturale e accurato.

Un’altra interpretazione poi differenzia DTM e DEM in base alla struttura dei dati associando i DEM alla rappresentazione raster grid ed i DTM al dominio vettoriale, sotto forma di triangoli tridimensionali o punti nello spazio.
Masenza entrare nel merito di raster e vettori questa interpretazione crea, a mio avviso, ancora più confusione nell’utente medio non addetto ai lavori.

IN CONCLUSIONE

A conclusione di quello che ti ho scritto fino a qui ti dico come io interpreto i tre modelli digitali:

DEM – è un modello di elevazione generale che comprende DTM e DSM

DSM – è il modello che descrive l’andamento della superficie terrestre con gli oggetti che ci stanno sopra

DTM – è il modello della superficie terrestre filtrata dagli elementi antropici o vegetazionali

USARE DTM E DSM

I modelli digitali di elevazione (DEM) sono un dato sorgente potente e si usano in parecchie eleborazioni di analisi spaziale.
La maggior parte delle quali si può fare utilizzando un software GIS.

Ti elenco alcune applicazioni pratiche:

  • Elaborazione di carte di pendenza, curvatura ed esposizione dei versanti;
  • Generazione di profili topografici e curve di livello;
  • Analisi di visibilità;
  • Analisi volumetriche;
  • Analisi idrologiche e di geomorfologia fluviale;
  • Definizione delle carte di rischio (idraulico, geomorfologico, valanghivo, …)
  • Analisi vegetazionali e di uso del suolo;
  • Analisi di supporto alla pianificazione urbanistica e territoriale.

DTM E DSM IN PRATICA

Concludo questo articolo con un riferimento alle tecniche di rilievo usate dai topografia (avevo scritto un articolo sugli strumenti che si usano sul campo a questo link) avvicinandole a DTM e DSM.
Lascio stare il DEM che, per come lo intendo, include DTM e DSM.

STAZIONE TOTALE E GPS

Con una stazione totale puoi costruire un DTM stando attendo a battere punti che siano a terra.
Quindi niente palazzi!

Anche con i punti rilevatu da un ricevitore satellitare puoi fare un DTM.
Anche qui devi stare con l’asta del ricevitore rover, o il treppiedi dell’antenna, a terra.
Niente marciapiedi, pontili in legno e alzate di calcestruzzo.

(Qui un articolo sull’utilizzo del GPS nel rilievo topgrafico)

AERFOTOGRAMMETRIA E LiDAR

Nel rilievo aerofotogrammetrico ed in quello LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging), laser scanner, il rischio di male interpretaree DTM e DSM è maggiore…

Per il principio che sta alla base della fotogrammetra (informazioni da immagini) il dato grezzo che ottieni dall’elaborazione dei dati acquisiti è un DSM, un modello digitale della superficie, che ha dentro informazioni sul terreno, ma anche sugli alberi, edifici, tralicci, autovetture, …

Si può ottenere un DTM da un rilievo aerofotogrammetrico?
Sì ma non sempre.
Se gli elementi antropici e vegetazionali sono piuttosto isolati e le riprese fotografiche sono state fatte in modo accurato, si può filtrare la nuvola di punti per avere solo le informazioni sul terreno.
Se fai fare un volo aerofotogrammetrico sopra un bosco fitto ed esteso non puoi sperare di avere in output un DTM.

Immagine che riporta il confronto tra DTM e DSM

Da un rilievo LiDAR si può ricavare un DTM a condizione che lo strumento usato nelle misure possa registrare i diversi impulsi che provengono dai raggi laser riflessi da quello che incontrano.
Il primo impulso (first return) definisce il DSM, l’ultimo impulso (last return) il DTM.

Se un laser scanner è in grado di registrare solo il primo impulso è talvolta comunque possibile, con accorgimenti pratici durante il rilievo, fare più scansioni che permettano di acquisire informazioni ridondanti da usare per filtrare la nuvola di punti ed escludere gli elementi antropici o vegetazionali, ottenendo un DTM.

 

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a fare chiarezza nelle differenze tra DTM, DSM e DEM.
Se pensi che possa essere di aiuto a qualche tuo collega mi fa piacere se vorrai condividerlo!

Per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitare a contattarmi.

A presto!

Paolo Corradeghini

 

NOTA

I contenuti di questo articolo provengono, in parte, dal testo “GIS Open Source per geologia e ambiente – Analisi e gestione di dati territoriali con QGIS” di Valerio Noti, socio fondatore di Terre Logiche s.r.l.

 

Puoi ascoltare i contenuti di questo post anche in questa puntata del podcast di 3DMetrica!
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cartografiademdsmDTMGISmodello digitale del terrenomodello digitale di superficiemodello ditigitale di elevazione
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CARTOGRAFIA

Paolo Corradeghini

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5 Comments


Massimo Micieli
28 September 2018 at 23:43
Reply

Ciao Paolo, leggo i tuoi articoli con molto interesse. in questo caso non colgo la reale differenza tra DSM e DEM, in quanto il DSM contiene anch’esso il DTM, per cui a mio modesto parere DSM e DEM sono la stessa cosa. Se non concordi chiariscimi la questione ovvero cosa contiene il DEM in più rispetto al DSM e viceversa. Grazie e complimenti per l’interessante blog. saluti Massimo Micieli.



    Paolo Corradeghini
    30 September 2018 at 14:29
    Reply

    Ciao Massimo, grazie per il tuo commento.
    In effetti hai ragione il DEM contiene il DSM.
    Il DEM è la denominazione generale dei modelli digitali di elevazione.
    Pensalo come un contenitore dove dentro trovi il DTM ed altri Modelli Digitali che possono servire per vari scopi.
    Mi viene in mente la modellazione idraulica dove è importante avere le informazioni del terreno nudo, rimuovendo gli alberi ma, in alcuni casi, mantenendo gli edifici che sono un oggettivo ostacolo al deflusso dell’acqua.
    Un modello digitale di questo tipo sta a metà tra un DTM e un DSM. Non è né il primo, perchè ci sono gli edifici, né l’altro, perchè hai tolto le piante e magari anche le automobili.
    Per non complicare troppo i contenuti dell’articolo ho proprio scelto di paragonare principalmente DTM e DSM.
    Spero di averti risposto in maniera sufficientemente esaustiva.
    Per altri dubbi non esitare a scrivermi.
    Ciao e a presto!
    Paolo

Fabrizio BINDI
22 September 2019 at 18:05
Reply

Direi di riepilogarlo in questo modo, con diverse tecniche è possibile ottenere un DEM, questo prodotto è un DSM in seguito con particolari operazioni si sottrae tutto ciò che è sopra la superficie terrestre E SI ottiene un DTM.
Quindi direi che sia il DSM che il DTM sono da considerarsi DEM.



Fabrizio BINDI
22 September 2019 at 18:10
Reply

Ciao Paolo,
Direi di riepilogarlo in questo modo, con diverse tecniche è possibile ottenere un DEM, questo prodotto è un DSM che se lo si desidera con particolari operazioni gli si sottrae tutto ciò che è sopra la superficie terrestre E SI ottiene un DTM.
Quindi direi che sia il DSM che il DTM sono da considerarsi DEM.



    Paolo Corradeghini
    11 October 2019 at 18:59
    Reply

    Ciao Fabrizio,
    direi che la tua sintesi è perfetta!
    🙂
    Grazie!
    Paolo

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    Paolo Corradeghini immagine profilo
    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
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    Topografia, rilievi, droni, gps, cartografia, geomatica e mappe.
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    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_HTzWLWz7aG8 In questo video ti condivido come creare una sezione di una nuvola di punti, pronta per essere importata (e lavorata) in CAD, usando il software CloudCompare

Sezionare una nuvola di punti 3D ti permette di estrarre un elemento (punti o polilinea) che occupa, appunta, lo spazio 3D.
Ciò significa che, se la porti in un CAD "classico", la vedrai come traccia sul piano XY.
Ma tu potresti voler vedere la sezione "adagiata" sul piano di lavoro del CAD.

Ed allora serve creare un riferimento cartesiano 2D che verrà usato per "ribaltare" la nuvola di punti sul piano XY, per poi essere portata dentro il CAD.


Questo video fa parte del progetto CloudCompare on Demand.
Se hai problemi, dubbi o difficoltà nell’uso di CloudCompare, scrivilo nei commenti:
può diventare lo spunto per un nuovo video oppure, se basta, ti rispondo direttamente lì.
Se il contenuto ti è utile, condividilo con chi pensi possa trovarlo interessante.


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È grazie a chi supporta il progetto se posso fare questi video per tutti.


0:00 Intro
1:10 Creo la sezione
3:19 Eporto la sezione
6:01 Creo un nuovo riferimento 2D
11:09 Ribalto la nuvola
13:41 Creo la polilinea
14:49 Esporto i risultati
15:19 I dati in CAD
17:25 Considerazioni finali
18:28 Outro
    In questo video ti condivido come creare una sezione di una nuvola di punti, pronta per essere importata (e lavorata) in CAD, usando il software CloudCompare

Sezionare una nuvola di punti 3D ti permette di estrarre un elemento (punti o polilinea) che occupa, appunta, lo spazio 3D.
Ciò significa che, se la porti in un CAD "classico", la vedrai come traccia sul piano XY.
Ma tu potresti voler vedere la sezione "adagiata" sul piano di lavoro del CAD.

Ed allora serve creare un riferimento cartesiano 2D che verrà usato per "ribaltare" la nuvola di punti sul piano XY, per poi essere portata dentro il CAD.


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6:01 Creo un nuovo riferimento 2D
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13:41 Creo la polilinea
14:49 Esporto i risultati
15:19 I dati in CAD
17:25 Considerazioni finali
18:28 Outro
    In questo video ti condivido una serie di azioni che ti permettono di sapere qual è la percentuale di aree protette (parchi naturali) per ogni comune di una Provincia.

Per farlo uso QGIS.

Si tratta di una serie di azioni, piuttosto semplice, che eseguite in sequenza ri permettono di arrivare al risultato che cerchi.
Il processo vale anche per dati diversi (as esempio le aree esondabili di ogni comune, le aree demaniali di un ambito di spiaggia, ...) di cui hai disponibilità e che puoi importare in QGIS.

Gli step che faccio sono:
1. Importare i dati (poligoni di comuni e aree protette)
2. Calcolare l'area di ogni Comune (con il Calcolatore di Campi)
3. Interesecare i poligoni (Intersect)
4. Unire feaures con campo comune (Dissolve)
5. Calcolo della percentuale richiesto

Ed in coda al video ti condivido anche qualche procedure sulla tabella degli attributi per rimuovere campi e pulire (se ne hai necessità) i dati.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
1:50 L'area di ogni comune
3:30 Intersezione tra poligoni
5:43 Unire feature con lo stesso attributo campo
8:00 Calcolo la percentuale
9:59 QGIS in azione e GTER
12:18 Lavorare con gli attributi
16:46 Outro
    In questo video ti mostro come fare a estrarre i punti del terreno da una nuvola di punti classificata.

Se ricevi una nuvola classificata ma non l'hai fatta tu, potresti non avere i software e gli strumenti per gestire in modo efficace le classi.
Ma CloudCompare ti permette di gestire anche questa informazione, attraverso l'uso dei campi scalari.


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0:00 Intro
1:25 La nuvola e le classi
2:23 Campi scalari
3:50 Filtrare il terreno
4:59 Le classi ISPRS
7:00 Estrarre il terreno
9:55 Cosa me ne faccio del terreno
10:51 Considerazioni finali
11:51 Outro
    Ho bisogno di creare una nuvola di punti, densa e completa, di un'area che presenta cedimenti e ammaloramenti della superficie.
Non ho potuto fare aerofotogrammetria da drone, per restrizioni al volo e tempi stretti, ed ho scelto di usare uno SLAM per raggiungere l'obiettivo ed essere più veloce ed efficiente rispetto all'uso di un laser scanner terrestre (che sarebbe andato comunque bene).

Si può usare uno SLAM per avere informazioni topografiche.
È importante però avere cura ed attenzione in campo affinchè i dati acquisiti siano solidi e l'output verificabile.

In questo video ti condivido il lavoro in campo e la fase di elaborazione dati, presentandoti i risultati e le accuratezze ottenute.


Questo video è il secondo video di una serie di contributi che condividiamo insieme a @Emesent 
Se hai dubbi, domande, curiosità su questa tecnologia (sia perchè sei interessato ad implementarla tra i tuoi strumenti o perchè richiedi servizi di questo tipo e vuoi rimanere sul pezzo, avendo consapevolezza della tecnologia) scrivimi nei commenti.
Magari puoi indicarmi degli scenari in cui vorresti vederla all'opera.
Se è nelle mie possibilità lo faccio volentieri e ne creiamo un altro contributo.


Emesent è distribuito in Italia da @SPEKTRAsrl https://www.spektra.it/ 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


Questi sono i miei contatti preferiti:
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0:00 Lo scopo del rilievo
1:04 La scelta dello SLAM
3:55 I punti a terra e la misura GNSS
6:17 Trasportare lo SLAM
7:56 Acquisizione dei target
9:11 Fine dei rilievi in campo
9:46 Il software di elaborazione
10:45 Inserire i GCP
14:46 Elaborazione completata
16:08 Verifica dell'accuratezza
17:53 Analisi della nuvola
22:24 Output 2D
23:33 Considerazioni finali
25:31 Outro
    In questo video ti condivido alcuni trucchi e informazioni (tips & tricks) che spero possano esserti utili per il tuo lavoro in QGIS

- Mappe di base
- Manuali online
- Strumenti di ricerca
- Customizzazione
- Zoom e Stili
- Scorciatoie

Si tratta davvero di piccole cose ma a volte possono fare la differenza durante le attività dentro QGIS.

Se ti va puoi condividerlo con qualcuno che pensi possa essere interessato.


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0:00 Intro
0:24 La mappa del mondo
1:30 Tutte le mappe di base
2:22 Il manuale di QGIS
3:37 Cerca di tutto!
4:50 Customizzazione grafica
5:23 Organizzare i menù
6:05 Impostare la lingua
6:36 Zoom estensioni e su layer
7:26 Applicare uno stile
8:00 QGIS in Azione e GTER
9:55 Rappresentare un DEM
11:07 Scorciatoie
11:38 Outro
    In questo video ti mostro come tagliare una nuvola di punti usando come riferimento un’altra nuvola di punti, invece del classico parallelepipedo di taglio dello strumento di sezionamento.

Il workflow passa da:
calcolo della Cloud to Cloud Distance
utilizzo dei campi scalari generati
selezione e taglio della nuvola in modo più coerente con la geometria reale dei dati

Una tecnica semplice, ma molto efficace, soprattutto quando lavori con nuvole complesse o superfici irregolari.

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0:00 Intro
0:45 Cross Section
1:18 Distanza tra nuvole
4:04 Tagliare le nuvole
11:33 Outro
    In questo video ti condivido come rappresentare graficamente dei punti in relazione alla loro quota (colori e dimensioni diversi) per avere, immediatamente, un'informazione specifica attraverso il loro aspetto.
E lo faccio attraverso QGIS.


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0:00 Intro
0:42 Importo i punti
1:57 Proprietà dei punti
2:36 Quota e colore
5:48 Opzioni di rappresentazione
7:20 Gestire le classi
8:35 QGIS in azione e GTER
11:10 Quota e dimensione
14:00 Outro
    In questo video ti condivido tre strumenti che potrebbero aiutarti a pulire, in modo automatico, una nuvola di punti in CloudCompare.

Sono:
- Remove Duplicate Points
- Noise Filter
- SOR Filter

Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
- SLAM
- LiDAR da UAV
- Fotogrammetria da UAV

Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


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0:00 Intro
0:50 Elaboro la nuvola SLAM
6:53 Tratto la nuvola Lida
9:58 Ecco la nuvola fotogrammetrica
16:50 Outro
    Come fa QGIS à gestire i Sistemi di Riferimento all'interno di un progetto, distinguendo e dividendosi tra Progetto e Layer (dati)?

In questo video ti parlo di riproiezione, ossia quel processo che permette di gestire contenuti (layer) con sistemi di riferimento diverso all'interno dello stesso contenitore (il progetto).

Ti dico come gestire dati vettoriali e raster nelle operazioni di "Assegnazione di una nuova proiezione" o di "Riproiezione".

Ed infine ti condivido anche una considerazione sull'attenzione necessaria quando si gestiscono (e si trasformano) i sistemi di riferimento.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
0:48 Il Progetto
1:47 I Layer
5:01 Riferimento VS Layer - Riproiezione
8:06 Gestire un vettore
10:30 Assegnare proiezione
11:36 Riproiezione
14:17 Attenzione agli errori
16:24 QGIS in Azione e GTER
18:40 Lavorare con un Raster
24:01 Un caso applicativo
27:59 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


Questo video fa parte del progetto "Cloud Compare on Demand"
Se ti va di segnalarmi un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di Cloud Compare ne prendo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondo qui sotto.
Se vuoi supportare il progetto puoi condividere il video con chi pensi possa essere interessato a questo argomento.


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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


SPONSOR E OFFERTA
Questo video è sponsorizzato da Personal Drones - https://www.personaldrones.it/
Con il codice sconto 3DML315 puoi beneficiare del 15% di sconto sull'acquisto di un Lidar DJI Zenmuse L3 e su tutti gli altri prodotti della serie "DJI Enterprise" che acquisterai INSIEME all'L3
Usa il codice sconto 3DML315 al momento del checkout.


DATI
Se sei finanziatrice o finanziatore di 3DMetrica (di livello alto) puoi scaricare i dati (nuvola di punti) in output a valle di questo video, da questo link: https://www.patreon.com/posts/dji-l3-flusso-di-147722448


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0:00 L'area di lavoro
1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


SPONSOR E OFFERTA
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Con il codice sconto 3DML315 puoi beneficiare del 15% di sconto sull'acquisto di un Lidar DJI Zenmuse L3 e su tutti gli altri prodotti della serie "DJI Enterprise" che acquisterai INSIEME all'L3
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DATI
Se sei finanziatrice o finanziatore di 3DMetrica (di livello alto) puoi scaricare i dati delle acquisizioni che ho fatto, su un'area boscata) per creare questo video, da questo link: https://www.patreon.com/posts/lidar-e-della-i-146204482


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0:00 Intro
1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
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