ANGOLI ORIENTATI

14 Gennaio 2021
grattacielo e figure di angoli

Se c’è una grandezza importante in topografia quella è l’angolo!

Si può dire, senza azzardare conclusioni troppo sbagliate, che sia partito tutto quanto dalla misura degli angoli, parecchi secoli fa.
Gli angoli hanno aiutato l’uomo nell’agricoltura, nella misura delle dimensioni della Terra, nella navigazione e nel disegno delle mappe.
Scritta così mi sembra l’introduzione di un documentario degli anni ’90, ma in effetti è andata più o meno in questo modo.

Se potessi dare la mia definizione personale (poco rigorosa e per niente topografica) di angolo scriverei questo: l’angolo è il capostipite della Topografia, l’avo da cui tutto ha avuto inizio.

Ma, ovviamente, non ha alcun senso nel concreto!
🙂

UNA DEFINIZIONE AMBIGUA

Un topografo che legge la definizione geometrica di angolo ci trova dentro, per il suo punto di vista, una roba che non vorrebbe mai trovarsi tra i piedi: l’ambiguità.

La geometria classica dice che: “L’angolo è ciascuna delle parti del piano in cui esso è diviso da due semirette, uscenti dallo stesso punto”.

Prendi un punto “O“.
Facci partire una semiretta “a“.
Poi, sempre partendo da “O“, disegna una seconda semiretta “b“.
Per capire l’angolo sarebbe meglio che a non coincidesse con b (anche se non ci sarebbe niente di male né di sbagliato).
Le due semirette individuano un piano, perchè per due (semi)rette ne può passare uno ed uno soltanto.
E questo piano è diviso in due parti, proprio dalle semirette.

Se guardi l’immagine qui sotto c’è quella rossa e quella verde.

piano diviso in due parti da semirette uscenti dallo stesso punto

Potresti fare anche così:

Prendi tre punti, distinti, e chiamali A, B ed O.
Questi tre punti individuano, ancora una volta, un piano.
Se è vero che per due rette passa un piano soltanto è anche vero che per tre punti passa, di nuovo, solo un piano.
Unisci il punto O con A e fai lo stesso, unendo O con B.
Ora hai due segmenti, OA e OB (lo so, dovrei scriverli con l’accento piatto, per dire che sono proprio dei segmenti, ma ci metterei troppo usando l’editor di testo di WordPress…), ed il piano è sempre diviso in due parti, due angoli.

piano diviso in due angoli tesso punto

Comunque tu voglia procedere, l’angolo è un pezzo di piano!

LATI, ORIGINE E NOME DELL’ANGOLO

L’origine comune delle semirette (o l’estremo comune dei segmenti), il punto O, è il vertice dell’angolo.

Le due semirette a e b (o i segmenti OA e OB) sono i lati dell’angolo.

Per “chiamare” un angolo puoi usare le lettere dei punti che hai appena disegnato, ma devi stare attento a mettere in mezzo quella che corrisponde al vertice.
E poi devi piazzarci sopra (alla lettera del vertice) un accento circonflesso.

Così: AÔB…

Oppure puoi scegliere di usare le lettere greche: alfa, beta, gamma, …

Ah, un’ultima cosa.

L’angolo verde è concavo (perchè contiene il prolungamento dei suoi lati).
L’angolo rosso è convesso.

ECCO L’AMBIGUITÀ!

angolo concavo ed angolo convesso

Guarda l’angolo rosso della figura qui sopra.
Puoi dire, solo ed esclusivamente scrivendo AÔB, senza l’aiuto di gesti, alfabeto muto e segnali di fumo, che chi ti legge e vede il disegno colorato intenda proprio l’angolo rosso?
Senza nessun margine di errore?

No, non puoi.

Per la definizione geometrica di angolo, AÔB potrebbe indicare anche quello verde…
E non sarebbe sbagliato.

AÔB è una definizione di angolo ambigua.

L’ambiguità è una cosa subdola in topografia (e non solo in quella) perchè non mi permette di essere sicuro di quello che voglio comunicare.

L’ambiguità si porta dietro almeno due interpretazioni diverse di quello che stai considerando senza poter dire dire che una delle due sia sbagliata.

Ti assicuro che è un grosso problema per un topografo che prendere misure in campo, con i suoi strumenti, e poi le rappresenta affinchè altri le usino per i loro scopi.

La definizione di “ambiguo” del vocabolario Treccani è: “di significato incerto, che può essere variamente interpretato“.
Il suo contrario è: “certo, chiaro, evidente, …”
Proprio quello che cerca un topografo!
Tuttavia la parola che preferisco (e non solo io) è: univocamente determinato.
È un po’ pomposa ma decisamente forte ed efficace!

Ma come faccio a togliermi dai piedi questa ambiguità ed essere sicuro che chi mi ascolta capisca quale angolo voglio significare?

Uso l’orientamento.

ANGOLI ORIENTATI

Orientare un angolo vuol dire dargli un verso, un segno, un senso di rotazione.

Devo decidere chi fa questa rotazione e vedere come la fa.

Faccio muovere uno dei due lati, ruotando attorno al vertice O.
Scelgo OA.
Il lato che si muove si chiama lato origine.

Ma quando si ferma?
Si ferma quando sbatte contro l’altro lato, OB, il lato estremo.

La parte di piano che OA spazza nella sua rotazione fino a OB mi dice quanto è grande l’angolo, la sua ampiezza.

Ma sono ancora ambiguo!
Perchè non ho ancora detto in che verso si muove OA.

Se il lato origine si muove in senso orario il verso è “+“, l’angolo è positivo.
Se, invece, va al contrario rispetto alle lancette dell’orologio, ruota in senso antiorario, l’angolo è negativo, il verso è il “–“.

Angolo orientato positivo

Ora che ho definito il verso, ho tolto l’ambiguità sull’individuazione dell’angolo.
Per nominarlo mi aiuto con l’ordine delle lettere dei punti.
Scrivo prima il lato origine.
Quindi, scrivere AÔB vuol dire che OA si muove e raggiunge OB.
Viceversa, se scrivo BÔA, è il lato OB che ruota.

Angolo orientato positivo concavo

ADDIO ALL’AMBIGUITÀ

Ecco che ora non ci sono più dubbi.
Se scrivo AÔB = 100° voglio proprio significare una parte di piano generata dal lato OA che, ruotando attorno ad O, in senso orario, finisce su OB dopo aver spazzato un’ampiezza di 100°.

Angolo orientato positivo di 100°

Se dico invece BÔA = – 180° vuol dire che OB ruota attorno ad O in senso antiorario e finisce su OA dopo 180°.

È univocamente determinato!

Un angolo orientato può misurare anche più di 360°.
Il lato origine infatti può ruotare, come un contatore impazzito, per più giri intorno all’origine e fermarsi quando ha raggiunto la sua ampiezza.

VANTAGGI DEGLI ANGOLI ORIENTATI

Un angolo orientato elimina l’ambiguità delle definizione geometrica di angolo dà senso sia a valori positivi che a quelli negativi oltre che ad ampiezze maggiori dell’angolo giro.

Non ci vuole molto a fare di un angolo un angolo orientato, ma i benefici sono evidenti!

Angoli orientati

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TOPOGRAFIA

Paolo Corradeghini

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    Paolo Corradeghini, ligure, classe 1979, ingegnere per formazione, topografo di professione, sportivo per necessità e fotografo per passione. Fai click sulla mia faccia e scopri qualche informazione in più.
  • Paolo Corradeghini

    Topografia, rilievi, droni, gps, cartografia, geomatica e mappe.
    Condivido aggiornamenti, informazioni, contenuti, notizie, novità e dietro le quinte del mio lavoro.

    Paolo Corradeghini
    Video YouTube UCi7FWlZ8-gdWbBqScaODajw_HTzWLWz7aG8 In questo video ti condivido come creare una sezione di una nuvola di punti, pronta per essere importata (e lavorata) in CAD, usando il software CloudCompare

Sezionare una nuvola di punti 3D ti permette di estrarre un elemento (punti o polilinea) che occupa, appunta, lo spazio 3D.
Ciò significa che, se la porti in un CAD "classico", la vedrai come traccia sul piano XY.
Ma tu potresti voler vedere la sezione "adagiata" sul piano di lavoro del CAD.

Ed allora serve creare un riferimento cartesiano 2D che verrà usato per "ribaltare" la nuvola di punti sul piano XY, per poi essere portata dentro il CAD.


Questo video fa parte del progetto CloudCompare on Demand.
Se hai problemi, dubbi o difficoltà nell’uso di CloudCompare, scrivilo nei commenti:
può diventare lo spunto per un nuovo video oppure, se basta, ti rispondo direttamente lì.
Se il contenuto ti è utile, condividilo con chi pensi possa trovarlo interessante.


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0:00 Intro
1:10 Creo la sezione
3:19 Eporto la sezione
6:01 Creo un nuovo riferimento 2D
11:09 Ribalto la nuvola
13:41 Creo la polilinea
14:49 Esporto i risultati
15:19 I dati in CAD
17:25 Considerazioni finali
18:28 Outro
    In questo video ti condivido come creare una sezione di una nuvola di punti, pronta per essere importata (e lavorata) in CAD, usando il software CloudCompare

Sezionare una nuvola di punti 3D ti permette di estrarre un elemento (punti o polilinea) che occupa, appunta, lo spazio 3D.
Ciò significa che, se la porti in un CAD "classico", la vedrai come traccia sul piano XY.
Ma tu potresti voler vedere la sezione "adagiata" sul piano di lavoro del CAD.

Ed allora serve creare un riferimento cartesiano 2D che verrà usato per "ribaltare" la nuvola di punti sul piano XY, per poi essere portata dentro il CAD.


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1:10 Creo la sezione
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6:01 Creo un nuovo riferimento 2D
11:09 Ribalto la nuvola
13:41 Creo la polilinea
14:49 Esporto i risultati
15:19 I dati in CAD
17:25 Considerazioni finali
18:28 Outro
    In questo video ti condivido una serie di azioni che ti permettono di sapere qual è la percentuale di aree protette (parchi naturali) per ogni comune di una Provincia.

Per farlo uso QGIS.

Si tratta di una serie di azioni, piuttosto semplice, che eseguite in sequenza ri permettono di arrivare al risultato che cerchi.
Il processo vale anche per dati diversi (as esempio le aree esondabili di ogni comune, le aree demaniali di un ambito di spiaggia, ...) di cui hai disponibilità e che puoi importare in QGIS.

Gli step che faccio sono:
1. Importare i dati (poligoni di comuni e aree protette)
2. Calcolare l'area di ogni Comune (con il Calcolatore di Campi)
3. Interesecare i poligoni (Intersect)
4. Unire feaures con campo comune (Dissolve)
5. Calcolo della percentuale richiesto

Ed in coda al video ti condivido anche qualche procedure sulla tabella degli attributi per rimuovere campi e pulire (se ne hai necessità) i dati.


Questo video fa parte del progetto "QGIS in Azione" fatto in strettissima collaborazione con  @GterGeomatica 
Io ospito il progetto e provo a dare voce al loro vasto know how su QGIS, messo generosamente a disposizione.
Se ti va di segnalarci un problema o qualche difficoltà che stai avendo nell'uso di QGIS ne prendiamo spunto per altri contenuti come questo o, se basta lo spazio di un commento, ti rispondiamo qui sotto.

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0:00 Intro
1:50 L'area di ogni comune
3:30 Intersezione tra poligoni
5:43 Unire feature con lo stesso attributo campo
8:00 Calcolo la percentuale
9:59 QGIS in azione e GTER
12:18 Lavorare con gli attributi
16:46 Outro
    In questo video ti mostro come fare a estrarre i punti del terreno da una nuvola di punti classificata.

Se ricevi una nuvola classificata ma non l'hai fatta tu, potresti non avere i software e gli strumenti per gestire in modo efficace le classi.
Ma CloudCompare ti permette di gestire anche questa informazione, attraverso l'uso dei campi scalari.


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0:00 Intro
1:25 La nuvola e le classi
2:23 Campi scalari
3:50 Filtrare il terreno
4:59 Le classi ISPRS
7:00 Estrarre il terreno
9:55 Cosa me ne faccio del terreno
10:51 Considerazioni finali
11:51 Outro
    Ho bisogno di creare una nuvola di punti, densa e completa, di un'area che presenta cedimenti e ammaloramenti della superficie.
Non ho potuto fare aerofotogrammetria da drone, per restrizioni al volo e tempi stretti, ed ho scelto di usare uno SLAM per raggiungere l'obiettivo ed essere più veloce ed efficiente rispetto all'uso di un laser scanner terrestre (che sarebbe andato comunque bene).

Si può usare uno SLAM per avere informazioni topografiche.
È importante però avere cura ed attenzione in campo affinchè i dati acquisiti siano solidi e l'output verificabile.

In questo video ti condivido il lavoro in campo e la fase di elaborazione dati, presentandoti i risultati e le accuratezze ottenute.


Questo video è il secondo video di una serie di contributi che condividiamo insieme a @Emesent 
Se hai dubbi, domande, curiosità su questa tecnologia (sia perchè sei interessato ad implementarla tra i tuoi strumenti o perchè richiedi servizi di questo tipo e vuoi rimanere sul pezzo, avendo consapevolezza della tecnologia) scrivimi nei commenti.
Magari puoi indicarmi degli scenari in cui vorresti vederla all'opera.
Se è nelle mie possibilità lo faccio volentieri e ne creiamo un altro contributo.


Emesent è distribuito in Italia da @SPEKTRAsrl https://www.spektra.it/ 


Se pensi che questo video possa essere interessante anche per qualcuno che conosci, puoi condividerglielo. Ne sarei felice.


Questi sono i miei contatti preferiti:
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0:00 Lo scopo del rilievo
1:04 La scelta dello SLAM
3:55 I punti a terra e la misura GNSS
6:17 Trasportare lo SLAM
7:56 Acquisizione dei target
9:11 Fine dei rilievi in campo
9:46 Il software di elaborazione
10:45 Inserire i GCP
14:46 Elaborazione completata
16:08 Verifica dell'accuratezza
17:53 Analisi della nuvola
22:24 Output 2D
23:33 Considerazioni finali
25:31 Outro
    In questo video ti condivido alcuni trucchi e informazioni (tips & tricks) che spero possano esserti utili per il tuo lavoro in QGIS

- Mappe di base
- Manuali online
- Strumenti di ricerca
- Customizzazione
- Zoom e Stili
- Scorciatoie

Si tratta davvero di piccole cose ma a volte possono fare la differenza durante le attività dentro QGIS.

Se ti va puoi condividerlo con qualcuno che pensi possa essere interessato.


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0:00 Intro
0:24 La mappa del mondo
1:30 Tutte le mappe di base
2:22 Il manuale di QGIS
3:37 Cerca di tutto!
4:50 Customizzazione grafica
5:23 Organizzare i menù
6:05 Impostare la lingua
6:36 Zoom estensioni e su layer
7:26 Applicare uno stile
8:00 QGIS in Azione e GTER
9:55 Rappresentare un DEM
11:07 Scorciatoie
11:38 Outro
    In questo video ti mostro come tagliare una nuvola di punti usando come riferimento un’altra nuvola di punti, invece del classico parallelepipedo di taglio dello strumento di sezionamento.

Il workflow passa da:
calcolo della Cloud to Cloud Distance
utilizzo dei campi scalari generati
selezione e taglio della nuvola in modo più coerente con la geometria reale dei dati

Una tecnica semplice, ma molto efficace, soprattutto quando lavori con nuvole complesse o superfici irregolari.

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0:00 Intro
0:45 Cross Section
1:18 Distanza tra nuvole
4:04 Tagliare le nuvole
11:33 Outro
    In questo video ti condivido come rappresentare graficamente dei punti in relazione alla loro quota (colori e dimensioni diversi) per avere, immediatamente, un'informazione specifica attraverso il loro aspetto.
E lo faccio attraverso QGIS.


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0:00 Intro
0:42 Importo i punti
1:57 Proprietà dei punti
2:36 Quota e colore
5:48 Opzioni di rappresentazione
7:20 Gestire le classi
8:35 QGIS in azione e GTER
11:10 Quota e dimensione
14:00 Outro
    In questo video ti condivido tre strumenti che potrebbero aiutarti a pulire, in modo automatico, una nuvola di punti in CloudCompare.

Sono:
- Remove Duplicate Points
- Noise Filter
- SOR Filter

Te ne parlo applicandoli a tre nuvole della stessa area, ma con origini diverse:
- SLAM
- LiDAR da UAV
- Fotogrammetria da UAV

Vedrai che le caratteristiche della nuvola di punti, profondamente legate alla tecnologia scelta, rendono uno strumento più efficace rispetto agli altri due e ti guidano anche nella scelta dell’ordine in cui applicarli.

Ci tengo però a dirti che è (quasi) sempre necessario intervenire manualmente su ogni nuvola di punti per raggiungere l’obiettivo dell’editing, ma questi strumenti possono aiutarti a “sgrossare” il dato grezzo.


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0:00 Intro
0:50 Elaboro la nuvola SLAM
6:53 Tratto la nuvola Lida
9:58 Ecco la nuvola fotogrammetrica
16:50 Outro
    Come fa QGIS à gestire i Sistemi di Riferimento all'interno di un progetto, distinguendo e dividendosi tra Progetto e Layer (dati)?

In questo video ti parlo di riproiezione, ossia quel processo che permette di gestire contenuti (layer) con sistemi di riferimento diverso all'interno dello stesso contenitore (il progetto).

Ti dico come gestire dati vettoriali e raster nelle operazioni di "Assegnazione di una nuova proiezione" o di "Riproiezione".

Ed infine ti condivido anche una considerazione sull'attenzione necessaria quando si gestiscono (e si trasformano) i sistemi di riferimento.


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0:00 Intro
0:48 Il Progetto
1:47 I Layer
5:01 Riferimento VS Layer - Riproiezione
8:06 Gestire un vettore
10:30 Assegnare proiezione
11:36 Riproiezione
14:17 Attenzione agli errori
16:24 QGIS in Azione e GTER
18:40 Lavorare con un Raster
24:01 Un caso applicativo
27:59 Outro
    In questo video ti condivido come generare le curve di livello, a partire da una nuvola di punti, nel software open source Cloud Compare.
Si passa attraverso il tool "Rasterize" che genera un modello digitale di elevazione a partire dal dato 3D.

Ti faccio vedere come "riempire" i buchi che potrebbero essere presenti nella tua nuvola di punti del terreno (dove magari c'erano dei fabbricati che non devi rappresentare con le curve) e come ottimizzare questo parte di editing.

E come esportarle, per usarle nel tuo CAD.


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0:00 Intro
1:33 Rasterize Tool
6:37 Un passaggio preliminare
11:04 Nuova rasterizzazione e curve di livello
14:06 Esporta le curve in DXF
15:58 Problemi di interpolazione
18:54 Outro
    In questo video ti condivido un flusso di lavoro completo utilizzando il nuovo Lidar DJI Zenmuse L3.

Ti racconto la parte di campo, gli strumenti che uso e le cose che faccio.

Ci saranno punti a terra, misurati con un'antenna GNSS, per verificare i risultati e poi dedicherò un po' di tempo alla programmazione dei voli, analizzando i parametri di lavoro del Lidar (frequenza di campionamento, echi di ritorno, ...) oltre che quelli del volo del drone che lo trasporta (quota, velocità sovrapposizione, ...).

Dopo l'acquisizione dei dati ti condivido, al pc, le impostazioni di elaborazione dentro DJI Terra, le successive modifiche dentro DJI Modify e l'analisi dell'accuratezza dei dati.

È importante dirti che le informazioni che ti condivido valgono, per me ed all'interno del sito specifico in cui ho lavorato: un'area di cava/escavazione con parecchie parti boscate, piani di movimentazione terra e fronti sub verticali
In situazioni diverse, le cose possono cambiare, sia in campo che in ufficio.

Se hai esperienze diverse da condividere (sia con L3 che con altri sensori Lidar), i commenti sono a tua disposizione.


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DATI
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0:00 L'area di lavoro
1:32 Punti di controllo
3:53 Gli strumenti per il volo
6:19 Mission Planning
10:58 Voli e integrazioni
12:49 Sponsor e Offerta
14:41 Elaborazioni in DJI Terra
23:02 Gli Output
27:55 Modifiche in DJI Modify
31:54 Analisi dell'accuratezza
34:40 Outro
    Se ti sei mai chiesto come fa un sensore Lidar, trasportato da un drone in volo sopra un bosco, a darti informazioni del terreno e permetterti di generare un Modello Digitale del Terreno, provo a spiegartelo in questo video.

Usando il nuovo sensore DJI Zenmuse L3, ti condivido le caratteristiche tecniche che permettono la penetrazione della vegetazione:
- divergenza del laser ed echi di ritorno;
- frequenza e intensità del laser;
- dimensione e lunghezza d'onda;
- modalità di scansione.

E poi aggiungo altri aspetti che, nella programmazione di una missione di volo, possono essere rilevanti per penetrare al meglio la vegetazione:
- velocità di crociera;
- angolo di incidenza;
- sovrapposizione laterale;
- quota di volo e terrain follow.

Spero possa essere interessante.
Se pensi che questo video possa essere utile anche a qualcuno che conosci puoi condividerglielo.
Ne sarei felice.

Ho iniziato da poco a lavorare con il Lidar DJI Zenmuse L3 pertanto se hai aggiunte o correzioni da fare sono graditissime.
Se poi ti interessa vedere altre applicazioni specifiche fammelo sapere che ne prendo spunto per altri video come questo (che sono comunque in arrivo!).


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0:00 Intro
1:27 La divergenza del laser
2:08 Gli echi
4:22 Intensità del laser
5:15 Lunghezza d'onda
7:09 Frequenza del laser
10:43 Modalità di scansione
13:15 Sponsor - Personal Drones
14:44 Velocità di crociera
16:06 Angolo di attacco e Sovrapposizione
18:08 Tilt del sensore
18:57 Quota di volo
20:20 Terrain follow
21:34 Outro
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